L’assurdo progetto in Via Vesalio: quando l’ideologia soffoca la mobilità
Gentile Direttore, scrivo questa lettera mosso da un misto di sconcerto e profonda rabbia per l’ennesima genialata urbanistica che l’amministrazione comunale intende propinarci. La realtà quotidiana dei pendolari Chiunque percorra questa arteria nelle ore di punta sa benissimo che si tratta già di un inferno quotidiano. Code interminabili, clacson e smog sono il pane quotidiano per i pendolari e per chiunque debba raggiungere gli uffici o le scuole della zona. Ridurre la carreggiata in queste condizioni non significa favorire la mobilità sostenibile, ma dichiarare guerra aperta agli automobilisti e a chi, per necessità, usa l’auto. I pericoli di un’urbanistica improvvisata Creare dei restringimenti in un punto nevralgico come Via Vesalio produrrà solo una paralisi totale del traffico. Le auto saranno costrette a procedere a passo d’uomo o a bloccarsi, con un aumento esponenziale delle emissioni inquinanti. E non parliamo poi della sicurezza: creare degli imbuti in mezzo a un traffico congestionato non fa altro che aumentare la frustrazione e il rischio di incidenti, oltre a rendere molto più difficoltoso l’eventuale passaggio dei mezzi di soccorso. Un bagno di realtà È evidente che ci troviamo di fronte a una decisione presa da chi probabilmente non ha mai affrontato il traffico di Cagliari alle otto del mattino o alle cinque del pomeriggio. Un’impostazione ideologica che ignora la realtà dei fatti: prima di togliere spazio alle auto, si dovrebbero offrire alternative reali ed efficienti, non costringere i cittadini a ore di coda inutili. Chiedo all’amministrazione di fare un passo indietro e di fermare questo progetto prima che sia troppo tardi. Non si può gestire una città come se fosse un plastico. I cittadini di Cagliari meritano rispetto e soluzioni concrete, non disagi creati a tavolino. Cordiali saluti, Un cittadino esasperato Cagliari, 5 maggio 2026











