Con un messaggio letto dal generale Pietro Badoglio alle ore 19:42, ai microfoni dell’EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) si informava il popolo Italiano dell’accordo segreto firmato il 3 Settembre a Cassibile, in Sicilia, tra gli ulivi di contrada Santa Teresa Longarini, dove il generale Giuseppe Castellano firmò con il capo di stato maggiore Walter Bedell Smith, la resa italiana e la fine delle ostilità contro le truppe anglo-americane.
Dopo la firma, Badoglio si limitò ad annunciare al governo che le trattative per la resa erano solo iniziate e non riferì dell’accordo già sottoscritto con gli alleati.
Nonostante le insistenze dei Comandi anglo-americani perché venisse reso pubblico l’armistizio ed il conseguente passaggio dell’Italia a fianco degli alleati, il generale Badoglio rimase in una posizione di attesa, per cui nei giorni successivi continuarono i pesanti bombardamenti sul territorio nazionale finché, la sera dell’8 settembre, alle ore 18.30 italiane, il generale Eisenhower dai microfoni di Radio Algeri ufficializzò l’armistizio e solo dopo oltre un’ora il capo del governo italiano finalmente lesse il comunicato alla Radio.
Una situazione quasi paradossale ed imbarazzante, per le modalità con cui fu gestita, che portò l’esercito allo sbando, a causa della confusione e del caos in cui precipitarono le linee di comando nei giorni immediatamente seguenti all’entrata in vigore dell’armistizio.













