Alessandro Di Battista si è raccontato a cuore aperto al programma “Di Martedì” condotto da Giovanni Floris. L’ex parlamentare 48enne ha spiegato cosa gli è accaduto a Cuba e la causa del grave malore che li ha colpito mentre lavorava ad un reportage per Il Fatto Quotdiano.
“Mi sono iniziato a sentir male in virtù di un edema cerebrale dovuto alla presenza di un tumore che mi è stato riscontrato”, ha spiegato Di Battista con in serenità disarmante, elogiando anche come i medici cubani non solo abbiano individuato in tempi brevissimi la malattia ma abbiano effettuato un’operazione che al Policlinico Gemelli hanno definito “raffinatissima”. Un intervento molto delicato svolto fra l’altro in condizioni sicuramente non ottimali e di certo non let colpa dei medici, costretti ad operare senza corrente e quindi senz’acqua per poter sterilizzare gli strumenti.
“Hanno azzeccato immediatamente le cure che hanno ridotto l’edema permettendo di operarmi – ha spiegato Di Battista –, mi hanno asportato quasi tutto il tumore. Adesso farò le cure sperando che funzionino. Faccio parte di quel club di cittadini italiani che dicono ‘perché proprio a me. Questa peste del XXI ha un pregio: è democratica. Io non sono uno di quelli che dice ce la farò, io devo fare le cure e avere un atteggiamento positivo. Quelli che non devono mollare sono i dottori”.
Di Battista commenta anche le polemiche sul presunto volo di Stato: “Stavo combattendo tra la vita e la morte e leggevo tutto il caos sul volo di Stato: sono tornato con un volo sanitario pagato dalla mia assicurazione, ma tutte le polemiche sono state indegne così come i bollettini sanitari inventati, non sono mai entrato in coma”, “indegni sono stati alcuni giornali che hanno speculato per qualche click dandomi per morto più volte”.










