Sette esemplari di aquila di Bonelli (aquila Fasciata) provenienti dalla Spagna sono arrivati ieri pomeriggio nel Parco di Tepilora, in località Crastazza a Bitti, nell’ambito del progetto Life Abilas dedicato alla reintroduzione della specie in Sardegna. Cinque giovani esemplari sono stati sistemati nella voliera di adattamento e pre-rilascio allestita dal personale dell’Agenzia regionale Forestas, mentre due femmine selvatiche adulte, recuperate e curate in Spagna, sono state liberate tra le montagne dell’area protetta, dopo un’attenta visita veterinaria e l’inanellamento. La voliera ospiterà i pulli per almeno due settimane, il tempo necessario per l’adattamento, prima del rilascio nei cieli dell’alta Barbagia che guardano alla Baronia, al Monte Acuto e alla Gallura. Decine di migliaia di ettari, tra boschi e aree cespugliate, corsi d’acqua e pascoli rigogliosi dalla ricca biodiversità animale, permetteranno all’aquila Fasciata, scomparsa dalla Sardegna tra fine anni ’80 e inizi ’90 dello scorso secolo, di poter riconquistare il suo ruolo nella variegata famiglia dei rapaci che popolano queste aree: aquila reale e falco pellegrino, poiana e nibbio, astore sardo, gheppio, diverse specie notturne e, nelle zone umide a valle del rio Posada, il falco di palude.
Gli esemplari. Si chiamano Bogarre e Noria, le due femmine selvatiche adulte rilasciate ieri dopo il recupero e le cure assicurate dai veterinari della Ong spagnola GREFA (Grupo de Rehabilitación de la Fauna Autóctona y su Hábitat), che hanno accompagnato tutte le aquile lungo il viaggio dalla penisola iberica. Dei cinque pulli nati pochi mesi fa, due femmine e un maschio arrivano dal Centro di riproduzione in cattività GREFA, mentre altri due maschi da nidi naturali dell’Andalusia.
Il progetto. A ottobre 2024 è partito il nuovo Progetto LIFE23-NAT-IT-Life Abilas, finanziato dall’UE, che impegna Forestas, insieme al capofila ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), all’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Sardegna, a E-Distribuzione S.p.A. e GREFA, in collaborazione con Il Corpo forestale di Vigilanza ambientale e il Parco naturale regionale di Tepilora, nei rilasci periodici di giovani esemplari di Bonelli e altre attività legate al ritorno di questa specie sull’Isola. Il programma punta a consolidare la reintroduzione di questo rapace, dopo la conclusione nel 2022 del precedente Progetto internazionale “AQUILA a-LIFE” che ha impegnato dal 2018 diversi Organismi ed Enti di Spagna (coordinatore GREFA), Francia e Italia (ISPRA) e ha avuto come risultato la liberazione sull’Isola di 32 giovani aquile. Oltre alla voliera nel Parco di Tepilora, per tre anni, è stata interessata dagli interventi anche quella di S. Maria di Bosa. Dal 2018 a oggi, con le Bonelli giunte ieri, saliranno a 61 gli esemplari reintrodotti.
Il Parco di Tepilora. “L’arrivo dalla Spagna dei pulli e degli esemplari adulti di aquila di Bonelli conferma l’importanza del territorio del Parco di Tepilora nell’ambito della reintroduzione di questo rapace, che va avanti nella nostra area dal 2018. Riportare in Sardegna l’aquila del Bonelli significa ricostruire un anello importante nella catena della ricca biodiversità della nostra Isola, che purtroppo negli anni ha subito danni e che auspichiamo, attraverso questi progetti di cooperazione, si possa ricostituire nel migliore dei modi”. Lo ha detto il presidente del Parco di Tepilora, Gianni Pilosu, che ha confermato “la disponibilità del Parco anche per il rilascio di altre specie scomparse negli ultimi decenni: dal grifone, presente sul versante nordoccidentale della Sardegna e su quello sudorientale, al gipeto, passando per l’avvoltoio monaco. Nell’ambito della possibile reintroduzione di questi avvoltoi, siamo disponibili a collaborare ad azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale da promuovere nelle nostre comunità”.
L’Ispra. “L’arrivo di sette aquile di Bonelli nel Parco di Tepilora rappresenta un nuovo e importante passo in avanti, sia per il progetto Life Abilas e sia per il ritorno stabile della specie in Sardegna. Gli esemplari provenienti dalla Spagna saranno seguiti secondo i protocolli che si osservano per la reintroduzione della specie. Questa operazione è stata possibile grazie alla collaborazione con il CFVA e i Carabinieri Cites, alla presenza dei partner del progetto Life Abilas, il Grupo de Rehabilitación de la Fauna Autóctona y su Hábitat (Grefa) e Forestas. Si tratta di un lavoro congiunto, di squadra e molto articolato, per restituire alla Sardegna uno dei suoi rapaci più iconici”, così la tecnologa Ispra, Elisabetta Raganella Pelliccioni.











