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Ask, è boom tra i giovanissimi a Cagliari:la domanda anonima è di moda

di Redazione Cagliari Online
20 Giugno 2017
in cagliari, centro-storico

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 Alcuni ne hanno fatto una malattia. Altri lo utilizzano dalle due alle tre ore al giorno, dopo aver finito di studiare magari. “Valido” sostituto di un’uscita tra amici o della compagnia di un buon libro. “Fatemi domande, mi sto annoiando” arrivano a chiedere in tanti. Altri ancora lo detestano e lo vorrebbero vedere chiuso per “spaccio di demenza”. Stiamo parlando di Ask, il sito americano che si basa su una serie di domande e risposte on-line, che dopo il fenomeno facebook ha letteralmente invaso le piazze virtuali italiane e, naturalmente, pure quella cagliaritana, composta anche lei (o meglio, una sua buona parte almeno) di giovani cresciuti fra televisori al plasma e cellulari ultra- moderni, abituati a convivere con la tecnologia sotto le sue più svariate forme. Con tutti i suoi pregi… e i suoi difetti. Ask non è da meno. Ci si può accedere anche in anonimo, ponendo così domande di qualsiasi tipo, dalle più ingenue fino alle più personali e imbarazzanti. Il guaio è che dall’altra parte ci sono utenti che rispondono, facendo seguire le proprie repliche alle domande esplicite con degli emoticon (faccine, cuoricini ecc, ecc…), senza più dare nemmeno peso a ciò che li viene chiesto. Alcuni utenti approfittano dell’anonimato per criticare, deridere e attaccare molti coetanei, utilizzando un linguaggio volgare e spesso delle vere e proprie minacce. “Non credo che sia produttivo” afferma Antonella, 17 anni, di Assemini. “”Anzi, penso che sia terribilmente distruttivo, sopratutto per chi non lo utilizza con la testa! Basta leggere le polemiche, le liti assurde che si creano e le diffamazioni che fanno stare male chi è molto sensibile al parere degli altri”. Stesse dichiarazioni da parte di Matteo, 18 anni, che cita la propria esperienza: “Mi sono iscritto due settimane fa, volevo farmi due risate. Mi sono cancellato immediatamente, non appena ho capito che la gente lo usava solo per insultare o nascondersi dietro un pc”.

Parere simile anche da parte di Carola, 15 anni, e di Federica, di 16, che rispettivamente affermano come come un sacco di loro coetanei siano stati male per gli insulti ricevuti. Federica conclude dicendo: “Spero che tolgano gli anonimi, per scoprire chi ha insultato me e mio fratello senza motivo”. C’è chi si dice favorevole al motore di ricerca, come Gabriele, sedicenne di Capoterra, che, in maniera anche un po’ ironica, afferma che è un buon mezzo per fare nuove amicizie e magari conoscere qualche ragazza. Insomma, i pregi di Ask paiono pochi, i difetti innumerevoli. A Cagliari il fenomeno è scoppiato già da tempo; ci sono ragazzi che ci stanno attaccati da quando si svegliano a quando vanno a dormire la notte. Il rischio, come per tutti i social network, è che si perda la capacità di interagire faccia a faccia con la gente. La tecnologia è una bella cosa, certo. Ma è l’uso che se ne fa, a renderla tale e utile alla società. E forse, quella capacità si è già persa.

 

Tags: askCagliarigiovani
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