Un’area di sgambamento per cani dove ai proprietari viene chiesto di evitare gli abbai. Succede in via Salvator Rosa, a Cagliari, dove un cartello affisso all’ingresso dello spazio dedicato agli animali ha acceso la protesta di alcuni frequentatori, che ne contestano il contenuto ritenendolo irrealistico. E c’è un dettaglio che alimenta ulteriormente la discussione: il primo edificio residenziale si trova a circa 500 metri dall’area cani.
A segnalare il caso è Luca Masnada, che si domanda come sia possibile pretendere che un cane non abbai in un’area destinata proprio alla sua libera socializzazione. Il cartello, apparentemente non riconducibile ad alcun ente pubblico, recita: “Si invitano i proprietari dei cani a frequentare quest’area con il massimo rispetto per i residenti, in particolare nelle prime ore del mattino”. Quindi aggiunge: “L’abbaio continuo e prolungato disturba chi riposa”. Il messaggio prosegue spiegando che “molti residenti del quartiere stanno ancora dormendo, anziani e bambini” e invita i proprietari a prestare “un po’ di attenzione” perché, si legge ancora, “può garantire la serenità di tutti”. La conclusione richiama il principio della convivenza civile: “La convivenza civile si basa sul rispetto di tutti. Grazie”.
Proprio quel richiamo al rispetto divide però i frequentatori dell’area. “Vorrei capire come sia possibile che in un’area cani ci sia un cartello che intima ai possessori di cani di non farli abbaiare”, scrive Masnada. “Come si può chiedere a un cane di abbaiare solo a una certa ora? Mi chiedo inoltre se anche ai nipoti chiedano di giocare solo nelle ore in cui i nonni o i parenti anziani non riposano”.
Secondo il lettore, inoltre, la richiesta appare ancora meno comprensibile considerando che le abitazioni più vicine distano circa mezzo chilometro dall’area di sgambamento, una circostanza che rende difficile comprendere il motivo di un appello così rigoroso nei confronti dei proprietari degli animali.
Resta infine un interrogativo: chi ha affisso quel cartello? Al momento non risultano loghi o riferimenti istituzionali, facendo pensare a un’iniziativa privata. Un dettaglio che alimenta ulteriormente il dibattito tra i residenti del quartiere e i proprietari dei cani.