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Cagliari, emergenza bocconi avvelenati: dopo le esche in Piazza Maxia arrivano altre segnalazioni

L'Associazione nazionale EARTH ODV, chiede la massima collaborazione alla cittadinanza e un intervento urgente all'amministrazione

di Valeria Putzolu
14 Gennaio 2026
in cagliari, zapertura1

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Cagliari, emergenza bocconi avvelenati: dopo le esche in Piazza Maxia arrivano altre segnalazioni

Cagliari: emergenza bocconi avvelenati. Dopo le esche rinvenute in piazza Maxia, arrivano altre segnalazioni: via Arezzo, parco via Cagna, via Malpighi, via Fermi, e ancora vicino a una scuola e dentro un cortile privato. Troppi i casi sospetti e casi accertati a Cagliari. L’Associazione nazionale EARTH ODV, chiede la massima collaborazione alla cittadinanza e un intervento urgente all’amministrazione.

Non sono casi sporadici, sembrerebbe una vera e propria emergenza. Esche mortali preparate da criminali con l’intento di uccidere cani, gatti, uccelli. Piazza Maxia, via Arezzo, parco via Cagna, Via Fracastoro, via Malpighi, via Fermi, ma anche dentro un cortile privato e vicino ad un asilo, i cittadini continuano a rinvenire bocconi avvelenati ed esche sospette.
È doveroso ricordare che avvelenare un animale è un reato (art. 544-bis e 544-ter del codice penale rispettivamente uccisione e maltrattamento di animali). Inoltre l’art. 146 T.U. delle Leggi Sanitarie e l’art. 674 del Codice Penale proibiscono e puniscono la distribuzione di sostanze velenose.
La presenza di veleni o sostanze tossiche abbandonati nell’ambiente rappresenta un serio rischio per la popolazione umana, in particolare per i bambini ed è anche causa di contaminazione ambientale e danni al patrimonio faunistico.
Oltre alle esche si aggiunge l’assurda abitudine di alcune persone di gettare veleno in polvere lungo le strade, gli ingressi, i marciapiedi.
“Si ignora la reale gravità del fenomeno e delle pesanti conseguenze per chi si macchia di tali reati” – dichiara Leila Delle Case, responsabile territoriale dell’associazione nazionale EARTH ODV impegnata nella tutela giuridica degli animali e dell’ambiente.
“Il fenomeno è oggetto di particolare attenzione da parte del Ministero della Salute che ha realizzato un portale nazionale interattivo per gestire l’informatizzazione dei casi denunciati e il controllo costante del fenomeno al fine di fornire informazioni sia ai cittadini che alle autorità. Ricordiamo a tutti che esiste un’ordinanza ministeriale contingibile ed urgente (disposizioni sul divieto di utilizzo e detenzione di esche o di bocconi avvelenati), che coinvolge attivamente sindaci, proprietari di animali vittime di avvelenamento, veterinari, ASL e Prefetture”.
COSA FARE:
Raccomandiamo alle persone che trovano esche sospette di:
1) Non gettare l’esca nel cestino dei rifiuti, ma segnalarla per i prelievi alle autorità ed attendere fino all’arrivo delle forze dell’ordine: Polizia locale o Carabinieri Forestali;
2) Fare delle foto e video senza maneggiare l’esca;
3) Provvedere alla denuncia obbligatoria nel caso di morte o avvelenamento dell’animale;
4) Scaricare l’APP Bocconi Avvelenati creata dal Ministero della Salute in collaborazione con gli Istituti Zooprofilattici per segnalare in modo geolocalizzato la presenza di esche o bocconi avvelenati;
Fondamentale è il ruolo del veterinario che ha l’obbligo di inviare le spoglie e ogni altro campione utile all’identificazione del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale competente per territorio.
“Il sindaco, ricordiamolo – conclude Leila Delle Case -, ha determinati obblighi previsti dall’Ordinanza Ministeriale: aprire un’indagine, bonificare e tabellare l’area, intensificare i controlli.

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