“È grave, e francamente paradossale, che chi ha consentito al punto nascita del Santissima Trinità di arrivare a un passo dalla sospensione oggi rivendichi di averlo ‘salvato'”. È questa la posizione espressa da Roberto Mura, esponente di Alleanza Sardegna, intervenendo sulla situazione dell’ospedale cagliaritano e, in particolare, sulle difficoltà legate alla carenza di pediatri.
Il nodo, secondo Mura, non sarebbe infatti riconducibile a un’emergenza improvvisa, ma a una criticità conosciuta da tempo e rimasta senza una soluzione strutturale. “La carenza dei pediatri era nota da mesi – sottolinea – e non sono certo mancate segnalazioni, difficoltà e lamentele. Non siamo quindi davanti a un problema comparso all’improvviso, ma al risultato di criticità conosciute e lasciate irrisolte”.
La situazione, almeno per il momento, consente di evitare la sospensione del servizio grazie alla disponibilità dei professionisti e al ricorso alle prestazioni aggiuntive. Una soluzione che, osserva Mura, permette di garantire la continuità assistenziale, ma che non può essere considerata una risposta definitiva.
“È certamente positivo che il reparto non chiuda – afferma – ma la domanda è semplice: cosa accadrà domani? E la prossima settimana? E il prossimo mese?”.
Per l’esponente di Alleanza Sardegna, dunque, la questione non può essere ridotta alla capacità di coprire temporaneamente i turni. Garantire il funzionamento di Ostetricia, Ginecologia e del punto nascita rappresenta un dovere essenziale del sistema sanitario, soprattutto quando sono in gioco servizi fondamentali per le famiglie.
“Portare un servizio essenziale sull’orlo della sospensione, intervenire all’ultimo momento e poi attribuirsi politicamente il merito di aver evitato il peggio – sostiene Mura – è paradossale. Questa non è programmazione sanitaria: è una gestione farraginosa dell’emergenza”.
La richiesta è quindi quella di intervenire sulle cause del problema, evitando che la continuità del servizio dipenda di volta in volta dalla disponibilità di singoli professionisti. “Servono pediatri, concorsi, responsabilità chiare e una struttura stabile”, conclude Mura.
Il punto, secondo Alleanza Sardegna, è quello di riportare la programmazione al centro delle scelte sanitarie: i reparti devono essere messi nelle condizioni di funzionare ogni giorno, con organici adeguati e soluzioni durature, senza affidarsi continuamente a interventi tampone o alla disponibilità di chi accetta di coprire un turno scoperto.












