Due iPhone rubati dagli zaini lasciati sul muraglione. Un bagnante si accorge di tutto, insegue il giovane e allerta i Carabinieri. Grazie alla localizzazione di uno dei telefoni, l’autore viene rintracciato e arrestato. La denuncia: “Quest’anno la situazione è diventata invivibile”
Cagliari – Un bagno in mare, gli zaini lasciati sul muraglione e, in pochi minuti, la paura di non ritrovare più i propri oggetti. È quanto accaduto questa mattina a Marina Piccola, dove un giovane è stato arrestato dopo aver sottratto due iPhone e i rispettivi auricolari dagli zaini di un gruppo di ragazzi impegnati in un allenamento in mare.
A raccontare l’episodio un uomo che si trovava in acqua quando ha notato un ragazzo avvicinarsi agli zaini lasciati sul muraglione. Inizialmente sembrava potesse trattarsi di un altro componente del gruppo. Poi il sospetto: il giovane non aveva con sé alcun equipaggiamento e avrebbe iniziato a rovistare tra le borse.
Il bagnante è uscito dall’acqua e ha iniziato a inseguirlo. Il ragazzo ha scavalcato una recinzione entrando nell’area dello Yacht Club. Nel frattempo sono stati allertati anche alcuni adulti e l’allenatore del gruppo. L’uomo ha quindi chiamato i Carabinieri, fornendo una descrizione dettagliata del giovane.
La svolta è arrivata grazie alla tecnologia. Uno dei telefoni rubati poteva essere localizzato: la posizione veniva condivisa e consentiva di seguire gli spostamenti del dispositivo. Un genitore di uno dei ragazzi si è messo a disposizione dei militari, contribuendo alle ricerche. Il giovane è stato infine individuato e fermato, secondo quanto riferito dal testimone, dopo meno di un’ora.
“Voglio fare un plauso ai Carabinieri – racconta – perché sono stati di un’efficienza pazzesca. Sono rimasti in contatto con me, hanno preso la descrizione e hanno continuato le ricerche fino a quando ci hanno comunicato che lo avevano trovato”.
Ma dietro l’episodio di questa mattina c’è una preoccupazione più ampia. Secondo il testimone, infatti, i furti a Marina Piccola sarebbero diventati particolarmente frequenti durante questa estate. “Non è più possibile fare il bagno tranquilli. Le famiglie sono costrette ad aiutarsi e a fare il bagno a turno per controllare borse, telefoni e oggetti degli altri. Io vado a Marina Piccola da tanti anni e quest’anno la situazione è diventata invivibile”. Il problema, spiega, non riguarderebbe soltanto il valore degli oggetti sottratti, ma soprattutto la sensazione di non poter più lasciare nulla incustodito neppure per pochi minuti. “Quel posto era un paradiso per le famiglie. Oggi è diventato ansiogeno. Vai a fare una nuotata e hai paura di tornare e non trovare più niente. Addirittura, quando non sono presenti famiglie vicino a noi, la mia compagna ed io siamo costretti a fare il bagno a turno proprio per questo”.
Il grido d’allarme di chi frequenta Marina Piccola è dunque che “non è più soltanto una questione di furti. È finita la tranquillità. Non ci si sente più “a casa”. Le famiglie non si sentono più sicure neanche mentre fanno il bagno”.











