Neanche il tempo di riaprire, lunedì scorso, dopo una settimana intera di disinfestazione che l’istituto comprensivo di Su Planu è stato di nuovo chiuso: da oggi a venerdì prossimo niente scuola per i tantissimi ragazzi delle elementari e delle medie che lo frequentano, niente palestra per gli allenamenti dei ragazzi del basket e del volley.
Una cosa gravissima, senza precedenti in queste dimensioni, che denuncia almeno due cose: la prima, quella dei topi è un’emergenza ormai drammatica in tutta la città metropolitana. La seconda, ancora più inquietante: il Comune non mette in campo alcuna forma di prevenzione, e la scuola da parte sua non ne fa richiesta nei tempi che sarebbero utili a non chiudere per due settimane all’inizio dell’anno scolastico.
La scuola resta chiusa per due mesi interi in estate: perché non prevedere una disinfestazione, nelle ultime due settimane di agosto, in cui fare una disinfestazione a tappeto per evitare tutti questi problemi?
C’è poi un’altro aspetto incomprensibile: la disinfestazione viene fatta nella scuola ma non nella palestra che è immediatamente adiacente. Assurdo ma vero: perché accade? Perché il Comune decide di escludere un edificio all’interno del plesso scolastico frequentatissimo da bambini e ragazzi per gli allenamenti quotidiani, con il rischio evidente che i topi dalla palestra si spostino nella scuola con cui la palestra è direttamente collegata? E il dirigente scolastico perché non fa la sua parte chiedendo al Comune una seria prevenzione e disinfestazione prima che l’anno scolastico cominci?
Una serie di domande a cui speriamo qualcuno risponda: nel frattempo, i genitori hanno inviato a Comune e dirigenza della scuola una lunga lettera in cui esprimono il loro disappunto, la loro preoccupazione per l’assenza forzata e prolungata dei figli da scuola, e tutte le difficoltà logistiche che ogni famiglia è costretta ad affrontare in una situazione del genere.
Una situazione che, nel 2026, è imbarazzante persino da raccontare.













