Un appello alla politica e agli uffici comunali da Antonello Fozzi, che da circa quarant’anni segue le vicende del quartiere: nel mirino parcheggi mancanti, licenze da rinnovare, cambio di destinazione d’uso delle torri e nuove altezze per le abitazioni. Il rischio è che anche le prossime aste vadano deserte.
Il futuro del centro commerciale Monreale e delle sue torri passa dalle risposte che il Comune di Cagliari sarà in grado di dare agli imprenditori interessati a partecipare alle prossime aste. A lanciare l’allarme è Antonello Fozzi, della Coordinazione Iniziative Immobiliari, che dopo aver seguito per anni le vicende del quartiere chiede all’amministrazione comunale di chiarire una serie di questioni considerate decisive per sbloccare gli investimenti.
«Senza queste risposte nessuno parteciperà alle aste e c’è il pericolo che anche questa volta queste vengano ritirate e passeranno altri anni», scrive Fozzi in una lettera inviata alla redazione di Casteddu Online, facendo seguito ai contatti telefonici già avuti con alcuni collaboratori del giornale.
I dubbi degli investitori riguardano innanzitutto la disponibilità dei 250 posti auto che, secondo Fozzi, mancano rispetto alle previsioni del Piano urbanistico comunale per il quartiere. Un nodo che si aggiunge alla necessità di capire se il Comune sia disposto a rinnovare le licenze scadute, introducendo le modifiche richieste da chi vorrebbe rilanciare l’area.
Al centro della questione c’è anche la destinazione d’uso delle torri. Fozzi domanda se l’amministrazione intenda consentire una trasformazione degli immobili, considerato che, secondo quanto riferisce, non ci sarebbero più richieste per gli spazi destinati a uffici.
Un altro interrogativo riguarda le altezze consentite per le nuove abitazioni e le decisioni già assunte, o ancora da chiarire, da Comune e Regione. Infine, resta da capire se saranno autorizzate nuove licenze per il centro commerciale, adeguandole alle mutate esigenze del settore, a distanza di 38 anni dal rilascio di quelle originarie.
Per Fozzi, senza indicazioni precise su questi aspetti diventa difficile convincere gli operatori a impegnare capitali ingenti. «Senza queste risposte potete capire che nessuno investe milioni con la certezza di perderli», sottolinea.
L’appello è rivolto direttamente alla politica e agli uffici comunali, chiamati a fornire risposte concrete per evitare che la procedura si blocchi nuovamente e che il quartiere debba attendere ancora prima di vedere una prospettiva di rilancio.
«Solo voi potete smuovere funzionari e politici a dare risposte adeguate e dimostrazione di voler bene alla loro città», conclude Fozzi, mettendosi a disposizione per ulteriori chiarimenti sulle problematiche di Monreale, che afferma di seguire da circa quarant’anni.
Ora la questione è capire se, in vista delle prossime aste, arriveranno le certezze richieste dagli imprenditori. Senza un quadro chiaro sulle condizioni urbanistiche e commerciali, il rischio è che un’altra occasione per il recupero dell’area finisca per essere rinviata.












