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Cagliari, il “grande caos” dell’Oncologico: “Attese lunghissime e snervanti per fare la chemioterapia”

di Paolo Rapeanu
15 Gennaio 2020
in cagliari, zapertura

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Cagliari, il “grande caos” dell’Oncologico: “Attese lunghissime e snervanti per fare la chemioterapia”
Il quinto piano del Businco di Cagliari? Salvo sorprese, è il più affollato sin dall’alba: lì, tra i corridoi e i reparti del day hospital, ogni giorno centinaia di persone “attendono”, nel vero senso della parola, di potersi sottoporre alla chemioterapia. L’età media? Impossibile stabilirla: nella cinquantina di sedie sparpagliate tra la sala d’attesa, di fronte alla stanza dell’accettazione e davanti agli ascensori, ci sono trentenni e ultrasessantenni. Tutti con una storia “difficile” da raccontare ma, prima di tutto, da vivere, e unita da un termine: tumore. E le attese, prima di essere chiamati per la sessione di chemio, sono lunghe “e snervanti”. Alle 8:30 di un mercoledì di metà gennaio il maxi tabellone mostra i seguenti numeri: Accoglienza tre, 801; Accoglienza 2, 1029: Ambulatorio 16 ala B, 8002. I bigliettini, dopo la prima “ondata” di pazienti, vengono distribuiti in tempi rapidi. Ma è l’attesa il vero problema di un polo sanitario riconosciuto da tutti per la sua eccellenza: il personale medico è promosso a pieni voti, la metodologia con la quale viene erogato il servizio, invece, no. C’è da attendere il proprio turno: chi può chiacchiera con il vicino di sedia, qualcun altro guarda la televisione “sparata” a tutto volume ma che diventa quasi impercettibile nel “caos” delle tante parole dette dai pazienti e chi guarda e riguarda il cellulare. E, quando sullo schermo compare il proprio numerino, c’è addirittura chi corre per varcare la porta del reparto.
Pina, cagliaritana di 74 anni, da quindici convive con un tumore al seno: “L’attesa, spesso, è snervante. Le dottoresse si danno tanto da fare, nulla da dire su di loro, anzi. Per ingannare il tempo leggo sempre dei libri”, racconta, “devo attendere anche quattro ore prima della terapia, ma altri devono aspettare molto di più. Le attese, purtroppo, sono molto pesanti. Sono arrivata alle sei del mattino, così ho potuto fare il prelievo e attendere il risultato di alcune analisi, sono stata tra le prime”. Marco S., 53enne di Capoterra, ha accompagnato il suocero malato di cancro. Il bigliettino riporta un numero, 4006: “La volta scorsa siamo arrivati alle 8:30 e siamo stati serviti solo a mezzogiorno e mezzo. Vicino a noi c’era tanta gente che attendeva il proprio turno in maniera snervante”, afferma, “stiamo ingannando il tempo guardando la tv. Gli infermieri e i medici sono molto cortesi, si impegnano molto ma se manca il personale è chiaro che i tempi si allungano. Molta gente arriva anche da lontano, io per essere qui ho dovuto chiedere un permesso al lavoro”. Tra chi prova a guardare il bicchiere mezzo pieno c’è, sicuramente, Gianfranco S., 70enne di Gonnosfanadiga, che lotta contro due tumori, alle ossa e all’intestino: “Qui mi sono sempre trovato molto bene, oggi rispetto ad altre volte c’è meno gente. Altre volte la sala d’attesa è piena e ci sono disagi. Sono partito alle sette del mattino ,con comodo, mi ha accompagnato un parente. Avrei dovuto fare la terapia ma dovevo fare il prelievo ieri per certificare i valori del sangue, dovrò rivolgermi ad un centro privato. L’organizzazione è perfetta, ho già fatto due volte la chemioterapia. Tra accettazione e terapia sono andato via dopo” circa “sei ore e mezza”.
Tags: busincoCagliarichemioterapiaoncologico
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