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Cagliari, la polizia all’ingresso della scuola in via Cornalias: “Ci sentiamo più sicuri”

Questa mattina le forze dell'ordine hanno vigilato davanti al cancello dell'istituto superiore dove, l'altro giorno, sono state investite due ragazze.

di Valeria Putzolu
12 Marzo 2026
in cagliari, il-diavolo-sulla-sella

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Cagliari, la polizia all’ingresso della scuola in via Cornalias: “Ci sentiamo più sicuri”

Non sono passati inosservati agli occhi dei tanti ragazzi e ragazze che si dirigevano a scuola. La presenza della polizia potrebbe essere legata alla vigilanza del territorio o a  qualche verifica, ma per gli studenti è stata recepita come un sostegno dopo i diversi incidenti stradali avvenuti in diverse zone della città. Le raccomandazioni dei genitori riempiono il bagaglio dei giovanissimi: devono tenere il cellulare in tasca e prestare la massima attenzione quando attraversano la strada. Le macchine sfrecciano veloci nonostante gli attraversamenti pedonali rialzati, non oggi, però, che con le pattuglie in vista, gli automobilisti hanno osservato con scrupolo le norme stradali.
Qualche studente ha immediatamente segnalato il fatto, esprimendo di sentirsi più sicuri grazie alla presenza degli agenti.

Le reazioni: due sinistri che hanno coinvolto tre studenti, avvenuti due giorni fa in via Cornalias e in viale Colombo hanno suscitato molto clamore e un acceso dibattito sui social. I lettori di Casteddu Online hanno espresso la loro opinione, tra i tanti commenti si legge: “Due studentesse investite sulle strisce davanti a scuola. Stessa mattina, stesso giorno in cui un’altra ragazza lotta tra la vita e la morte per il medesimo incidente accaduto ieri. Questa non è fatalità: è prevenzione mancata.
Le strisce davanti a un istituto non dovrebbero essere un rischio, ma un’area iperprotetta: dissuasori, dossi, semafori intelligenti. Invece si confida nell’attenzione di chi guida. E il risultato sono ambulanze e bare.
La mia intolleranza da professionista è al limite: non è un’emergenza, è una strage annunciata. E nessuno interviene. Ing. E. Capra – Sicurezza sul Lavoro” si legge.

“Manca la formazione a 360 gradi, invito tutti e senza fare polemica a mettersi davanti agli istituti per vedere come è il traffico e come si comporta la gente quando attraversa la strada. Parcheggiate la macchina scendete e ognuno si rende conto di quello che accade tutti i giorni in chissà quante strade”. “Anche perché, parliamoci chiaro, puoi anche fare multe salate e ripercussioni, ma sono sempre destinate al singolo, le istituzioni possono fare tanto per sensibilizzare, il non dare per scontato che dietro ogni macchina anche fuori dalle strisce può sempre sbucare qualcuno e chi attraversa non deve mai dare per scontato di essere visto. Sembrano cose basilari ma non lo sono ed è un argomento veramente delicato e complicato allo stesso modo. Dando colpe non evitiamo altri incidenti simili, facendo formazione e una campagna mirati si otterrebbe molto di più a mio avviso”.

Un invito semplice molto importante, “scendere dalla macchina e osservare, perché è solo mettendosi nei panni del pedone, specialmente di un ragazzino che esce da scuola, che si capisce la vulnerabilità”.
Viene messo in evidenza il “fallimento dell’educazione stradale e della progettazione. La gente attraversa frettolosamente, con lo sguardo sul telefono, le auto sfrecciano senza rispettare le strisce, e nessuno sembra rendersi conto che davanti a quell’istituto, in quel momento, ci sono centinaia di ragazzi.
La formazione a 360 gradi è esattamente ciò che manca: non serve solo insegnare ai ragazzi come attraversare, ma serve educare chi guida a rallentare, e serve soprattutto progettare le strade per costringere a farlo. Perché se l’ambiente non aiuta, l’errore umano diventa una condanna”.
Tags: Cagliari
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