Cagliari, la vergogna dell’anfiteatro chiuso: “Cagliari non riparte dalla cultura, realizzato solo il 13 per cento del programma di Zedda e Chiappe”. Non solo l’assenza di un luogo dove ospitare concerti. Non solo il flop del Capodanno diffuso. Il consigliere Giuseppe Farris torna all’attacco sui clamorosi ritardi dell’anfiteatro romano e sulla situazione di Villa Muscas.
Giuseppe Farris (quasi l’unico a fare opposizione visto il tono morbido dei colleghi di consiglio) non fa sconti, ma fa i conti precisi: “CAGLIARI (NON) RIPARTE DALLA CULTURA
In questo domenica autunnale, proseguo ad esporre le evidenze che emergono dal Documento Unico di Programmazione (DUP) 2027/2028/2029 e dall’ aggiornamento del 2026, attualmente all’ esame del Consiglio Comunale.
Oggi ci occupiamo dell’ Assessorato alla Cultura.
Dopo due anni dall’ insediamento della Giunta Zedda (la fotografa è scattata al 30 Giugno 2026), l’attuazione del programma è pari, appena, al 13,88%.
Significa che MENO del 14% di quello che il Sindaco Zedda aveva promesso, con la linea di mandato approvata dalla maggioranza del Consiglio Comunale, (pomposamente) intitolata “CAGLIARI RIPARTE DALLA CULTURA”, è stata approvata.
Una sfida ambiziosa che, per la nemesi, coincide con la linea di mandato con il PIÙ BASSO livello di realizzazione.
Dietro queste percentuali ci sono ritardi SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI.
La nuova programmazione distribuisce ulteriori interventi si riqualificazione e valorizzazione FINO al 2028.
In breve: se va bene, ci saranno voluti 17 anni (di cui 13 sotto le Giunte Zedda) per restituire alla città uno dei suoi BENI PIÙ IDENTITARI.
È TUTTO FERMO.
Solo per accedervi, a causa di una serratura arrugginita, ci hanno impiegato 6 mesi.
Cagliari possiede uno STRAORDINARIO PATRIMONIO storico, artistico e archeologico.
Eppure, proprio nel settore in cui Zedda aveva annunciato di voler costruire la RIPARTENZA della città, registra il risultato peggiore”, conclude nella sua analisi il consigliere comunale Giuseppe Farris.












