Balconi, soffitti, facciate, scale, infiltrazioni e intonaci deteriorati: “Le nostre abitazioni sono in condizioni gravissime e parti degli edifici si stanno sgretolando”. È l’allarme lanciato dai residenti di Piazza Granatieri di Sardegna, nel quartiere San Michele di Cagliari, che chiedono un intervento urgente del Comune per una situazione che definiscono ormai di “vera emergenza abitativa e di sicurezza”.
A preoccupare maggiormente le famiglie è il rischio per l’incolumità di chi vive negli edifici, soprattutto perché tra i residenti ci sono bambini e minori. Il timore è che il deterioramento delle strutture possa trasformarsi in un pericolo concreto.
“Non possiamo continuare ad aspettare che succeda qualcosa di grave prima che qualcuno intervenga”, denunciano i residenti, che raccontano di una situazione peggiorata progressivamente nel tempo.
Il quadro segnalato riguarda diversi elementi degli edifici: dai balconi alle facciate, dai soffitti alle scale, fino alle infiltrazioni e agli intonaci ormai deteriorati. Secondo i residenti, in alcuni punti parti delle strutture si starebbero sgretolando, rendendo sempre più urgente una verifica e un intervento di messa in sicurezza. A questa situazione si aggiunge la sensazione di essere stati lasciati ai margini. “Ci sentiamo abbandonati e poco ascoltati”, spiegano, sostenendo di avere la percezione che l’attenzione dell’amministrazione comunale sia concentrata soprattutto su altri quartieri, in particolare Sant’Elia, mentre San Michele e Piazza Granatieri continuerebbero a vivere condizioni che i residenti definiscono “non più accettabili”.
La loro non vuole essere una battaglia politica. “Non stiamo chiedendo favori”, sottolineano. La richiesta è quella di poter vivere in condizioni di sicurezza e dignità, senza il timore che il degrado degli edifici possa mettere a rischio le famiglie.
Per questo i residenti hanno deciso di rivolgersi anche alle forze di opposizione, nella speranza che la situazione venga portata all’attenzione delle istituzioni e che dal Comune arrivi un intervento concreto e urgente. “Chiediamo semplicemente sicurezza, dignità e il diritto di vivere in abitazioni che non rappresentino un pericolo per noi e per i nostri figli”, spiegano.
Ora l’appello passa anche attraverso Casteddu Online “perché non vogliamo aspettare che accada una tragedia per essere finalmente ascoltati”.