Mentre Cagliari mette sul piatto del Capodanno low cost meno di 500mila euro, e ancora non si conosce il nome dell’artista – evidentemente altrettanto low cost – che animerà il largo Carlo Felice la notte di San Silvestro, a Sassari è già tutto deciso: arriva Zucchero, 700mila euro e un richiamo irresistibile per fan e non solo, con tutto quello che ne consegue anche in termini turistici.
La differenza tra le due strategie è netta. A Sassari la somma stanziata per il concertone sarà destinata a un nome di primo piano della musica italiana, capace di attirare pubblico anche da fuori città e dall’isola. La base d’asta fissata dal Comune è di 710mila euro e la macchina organizzativa è già partita.
A Cagliari, invece, i poco meno di 500mila euro messi a disposizione non serviranno soltanto per l’artista principale. Il programma prevede infatti decine di appuntamenti distribuiti su più giornate, con spazio anche alle band sarde e agli artisti locali. Una scelta che la giunta guidata da Massimo Zedda difende e rivendica, puntando su un’offerta diffusa e non concentrata esclusivamente sul grande concerto di San Silvestro.
Una strategia che, inevitabilmente, alimenta le polemiche. Da una parte c’è chi considera il Capodanno un’occasione per portare a Cagliari un grande nome e attirare visitatori, dall’altra la scelta di distribuire le risorse su più eventi viene presentata dall’amministrazione come un investimento sulla città e sul suo tessuto culturale.
Resta però il tema del turismo fuori stagione. Il Capodanno è uno degli appuntamenti capaci di muovere presenze, pernottamenti e consumi in un periodo tradizionalmente lontano dai picchi estivi. Ed è proprio su questo terreno che il confronto tra Cagliari e Sassari rischia di diventare anche una sfida sulle strategie per promuovere le due principali città dell’isola durante l’inverno.













