Il prezzo della benzina, il costo della vita e stipendi che non tengono il passo con l’aumento delle spese. Sono questi i temi al centro del presidio organizzato questa mattina a Cagliari da Usb e Abaco Sardegna. Dalle 10, una trentina di persone si sono radunate in piazza Sant’Avendrace, davanti a un’area di servizio Eni, con bandiere e striscioni per chiedere interventi concreti contro il caro vita.
Al centro della protesta c’è soprattutto il costo dei carburanti, che secondo le due organizzazioni rappresenta un peso diretto per chi deve utilizzare quotidianamente l’auto o un mezzo di lavoro. “Il carburante non è un lusso, ma una tassa sul lavoro”, denunciano Usb e Abaco, indicando tra le categorie più penalizzate autotrasportatori, agricoltori, artigiani, tassisti e pendolari.
Una situazione che, sostengono i promotori della mobilitazione, in Sardegna assume dimensioni ancora più pesanti. L’insularità comporta infatti costi aggiuntivi per il trasporto delle merci e per gli spostamenti, con effetti che finiscono per ripercuotersi sui prezzi finali. Per i promotori della protesta, il tema non riguarda quindi soltanto il prezzo alla pompa, ma il costo complessivo del vivere e lavorare in Sardegna.










