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Castello da 4 mesi senza ascensori: “Quartiere degradato e isolato”

di Jacopo Norfo
24 Giugno 2017
in cagliari, centro-storico

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Castello è da quattro mesi senza ascensori: è una storia che sarebbe decisamente molto divertente se non riguardasse la gestione della cosa pubblica. Ed è questo a renderla totalmente paradossale. Tra guasti, ordinaria manutenzione, straordinaria manutenzione, ritardo nell’arrivo dei pezzi di ricambio, errori nella consegna dei pezzi di ricambio, sbaglio nella destinazione dei pezzi di ricambio, messa in mora della società di gestione del servizio (quella dei pezzi di ricambio), gli ascensori sono ancora fermi. Con un bel cartello a scusarsi per l’inconveniente. E il quartiere ancora isolato.

Questa è la prova finale, semmai ce ne fosse stato bisogno, della totale disconnessione dal tessuto cittadino del quartiere di Castello, prima immagine che appare agli occhi di un visitatore in città. Se un secolo fa Castello era Cagliari e Cagliari era Castello, adesso non è più così. La città si è allargata, i servizi sono stati ridistribuiti, frazionati e decentrati, ma su Castello non sono state investite energie e risorse oculate per adeguare la sua vita a quella del terzo millennio della principale città della Sardegna.

Non si può pretendere che Castello sia un museo, aperto dalle 9 di mattina alle 9 di sera, in cui ci si fa quattro passi e si aprono i luoghi di interesse. Castello deve essere un quartiere della città, collegato al resto della città con le tecnologie del 2016 che aiutino a superare le difficoltà fisiche e psicologiche di una zona ormai fortemente degradata, che non nel vincolo totale acritico, ma nell’investimento può trovare il suo corretto sviluppo.

La mobilità e l’accessibilità sono le prime chiavi di accesso al problema dell’area. Essere mobile vuole dire far parte della società. Una persona non capace di muoversi non fa parte della società. Un quartiere isolato è emarginato dal resto della città. Le 1500 persone che ci vivono, di cui il 20% sopra i 65 anni, si ritrovano a essere isolate dalla società. E non avere gli ascensori, funzionanti per i residenti così come per i turisti, continuerà a generare un circolo vizioso del degrado urbano sempre e solo legato all’utilizzo dell’automobile.

Due vie devono andare parallelamente: la meccanizzazione degli accessi e la pedonalizzazione del quartiere, esattamente come avviene in tantissime città italiane dalla conformazione molto simile a quella di Cagliari.

Negli ultimi venti anni si è parlato di tapis roulant, di nuovi ascensori, di scale mobili, funicolari, servizi di navetta, parcheggi di scambio, pedonalizzazione del quartiere. È giunto il momento di affidare la programmazione del futuro del quartiere a un team di tecnici esperti che seguano l’indirizzo politico di meccanizzazione e pedonalizzazione di Castello e progettino il quartiere per riconsegnarlo alla città nella dimensione del terzo millennio, senza badare ai veti continui e improduttivi del partito del no.

Francesco Accardo – lista civica Cambiavento

 

Tags: ascensoriCagliaricambiaventocastelloisolamento
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