L’ennesimo femminicidio che ha commosso e indignato l’Italia quello di Tania Terrin, uccisa a soli 39 anni dall’ex compagno da Dino Kebe a Camponogara, in provincia di Treviso.
L’autopsia sul corpo di Tania, affidata dal pm di Venezia Stefano Strino al medico legale dell’Università di Padova Claudio Terranova, confermerebbe ciò che era stato ipotizzato all’inizio, ovvero la morte per strangolamento a mani nude.
Un delitto che fa particolarmente discutere anche perché, come spiegato anche dalla madre della vittima, Tania aveva denunciato ben 7 volte.
“Tania aveva soltanto 39 anni, una vita davanti e tanti affetti. Per questo la sua barbara uccisione lascia un dolore profondo nella sua famiglia, nelle persone che le hanno voluto bene, ma anche in tutta la nostra comunità”, il messaggio di cordoglio da parte del governatore del Veneto Alberto Stefani.
E si sofferma su una riflessione: “Tania aveva trovato il coraggio di denunciare le violenze subite e aveva cercato protezione, nella speranza di lasciarsi alle spalle la paura e tornare a vivere serenamente. Purtroppo tutto ciò non è bastato e questo ci deve interrogare tutti.
Per il giorno dei suoi funerali ho disposto la proclamazione del lutto regionale. Le bandiere a mezz’asta saranno un segno di rispetto e di vicinanza alla sua famiglia, ma anche un richiamo alla riflessione per ciascuno di noi.
Perché quanto accaduto a Tania ci dice che non abbiamo fatto abbastanza e che dobbiamo impegnarci ancora di più, intervenendo con decisione sul piano educativo, preventivo e repressivo, per estirpare la piaga dei femminicidi.
Mi stringo con sincera commozione alla famiglia di Tania, alle amiche, agli amici e a tutti i suoi affetti. E, a ciascuno di loro, manifesto la vicinanza di tutto il Veneto.”













