Si è tenuta presso il Tribunale di Mantova l’udienza del processo penale a carico dell’imputato Luca De Marchi, ex consigliere comunale che risponde dei reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, nonché di vilipendio al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nel corso dell’udienza, presieduta dal Giudice Alberto Fiermonte, il 16 settembre 2026 è stata audita come testimone la Presidente del “Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione” Aleksandra Matikj che, durante la propria deposizione in qualità di originaria querelante, con la propria testimonianza ha ripercorso i gravi fatti del 2019: l’allarme sociale scaturito dalle vergognose iniziative discriminatorie promosse da De Marchi, tra cui la distribuzione di frittelle e, successivamente, uova di Pasqua ma sempre “solo ai bambini italiani” colpendo i più piccoli e indifesi, suscitando una vasta indignazione nazionale e lo stesso esplicito distancing dell’attuale Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’epoca Leader di Fratelli d’Italia e per i gravi post pubblicati sui social network dall’imputato, caratterizzati da istigazioni alla violenza e dall’offesa diretta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da lui definito “nemico del popolo e della Costituzione italiana”.
Il Comitato si è costituito Parte Civile confermando la richiesta di risarcimento danni per 20.000 euro che, in caso di condanna, verrà interamente devoluto in beneficenza: 10.000 euro a favore dei bambini di Gaza e Rafah, vittime innocenti dell’attuale conflitto di guerra di Israele e 10.000 euro a favore dei bambini bisognosi in Italia da aiutare direttamente dal Vaticano che saremmo ben lieti di consegnare simbolicamente e direttamente nelle mani del Papa Leone XIV, quale invocazione di pace per il mondo intero.
“L’impegno del nostro Comitato non si ferma” – ha dichiarato la Presidentessa Aleksandra Matikj – “Ribadiamo la nostra ferma volontà di perseguire ogni forma di razzismo e discriminazione, specialmente quando le vittime perseguitate sono i soggetti più deboli e indifesi, come in questo caso i minori. Oggi rinnoviamo il nostro impegno civile e sociale, in difesa dei diritti umani e della Costituzione. Restiamo vigili e uniti”.











