È una famiglia segnata da una vicenda che continua a far discutere quella di Andrea Sempio, al centro delle nuove indagini appena chiuse da parte della Procura di Pavia sul delitto di Chiara Poggi avvenuto nell’ormai lontano 2007.
Un omicidio feroce, una giovane di 26 anni massacrata, dei genitori e un fratello costretti a convivere con un vuoto incolmabile da 18 anni.
Con il nuovo filone di indagini i genitori di Sempio sono tornati sotto i riflettori insieme alla figlio, e più volte hanno ribadito l’innocenza del 38enne.
È ciò che ha sottolineato il papà di Sempio, Giuseppe, in un’intervista rilasciata a Quarto Grado. L’uomo è indagato per corruzione insieme all’avvocato Federico Soldani e all’ex carabiniere Silvio Sapone. Ipotesi che Giuseppe Sempio ha escluso fin dal primo momento, sottolineando da mesi che nessuno è stato corrotto per archiviare l’indagine su suo figlio nel 2007.
“Noi siamo in attesa. Mio figlio è innocente, non c’entra niente con questa storia. Però si va avanti, si deve andare avanti”, spiega ai microfoni della trasmissione di Rete 4. Ciò che spera è che il figlio resti estraneo a quella vicenda.
“Spero che mio figlio non venga fatto entrare in questa cosa. Oltretutto, l’inizio coincide con il fatto che noi avevamo consegnato una cifra agli avvocati per seguire mio figlio nel 2016, dopo che è stato indagato. Erano quei famosi soldi di cui si parlava, i 45.000,00 euro, poi c’erano altri soldi che sono stati dati quando c’è stato bisogno di avere il documento dal generale Garofano. C’è una cosa però da ricordare, che noi dopo l’archiviazione di mio figlio nel 2017 avevamo fatto richiesta, consigliati dagli avvocati, di un risarcimento”.
“Se tornassi indietro l’unica cosa che farei è farmi fare la fattura”, spiega. “Solo quello. Quello che hanno fatto gli avvocati in quel periodo, secondo me, non l’hanno fatto male. Hanno fatto bene, sono stati pagati per il loro lavoro”.












