“ERO LÌ. E QUESTA È LA RIFLESSIONE CHE MI PORTO DENTRO”. Esordisce così la consigliera Stefania Loi, che con grande emozione racconta ciò che è accaduto ieri al Poetto quando un giovane turista francese è caduto dal pedalò, rischiando di annegare. A salvarlo 3 vigili del fuoco fuori servizio fra cui il marito della consigliera cagliaritana. L’uomo, insieme ai suoi colleghi, si è tuffato senza indugio per aiutare il giovane e la sua fidanzata che cercava disperatamente di aiutarlo.
“Assistere in diretta a un momento in cui una vita umana è appesa a un filo lascia un segno profondo”, scrive Loi.
“È quel genere di esperienza che ti stringe lo stomaco, ti fa trattenere il respiro e ti costringe a fermarti a pensare a quanto tutto possa cambiare in un solo istante.
In queste ore stanno circolando sui social tanti racconti e diverse ricostruzioni di quanto accaduto ieri al Poetto.
Io ero lì, nello stabilimento balneare dei Vigili del Fuoco, e voglio raccontare semplicemente ciò che ho visto con i miei occhi.
I due giovani turisti erano su un pattino e, successivamente, si sono lanciati in acqua, nuotando verso la boa.
A un certo punto si sono trovati in difficoltà.
Un Vigile del Fuoco libero dal servizio, che si trovava sul posto, si è accorto della situazione, ha indossato le pinne ed è immediatamente corso in loro aiuto.
Quando ha raggiunto il ragazzo, insieme al bagnino è riuscito a recuperarlo e a riportarlo in superficie.
Insieme hanno poi caricato il giovane sul gommone, che lo ha riportato rapidamente a riva.
Ed è lì che è iniziata una vera corsa contro il tempo.
Il bagnino ha iniziato immediatamente le manovre di rianimazione a bordo del gommone. Una volta arrivati a riva, altri Vigili del Fuoco si sono alternati nelle manovre di rianimazione.
Sono stati minuti interminabili.
Poi è arrivata la medicalizzata Mike 50 di AREUS. L’équipe sanitaria ha preso in carico il ragazzo, ha proseguito le manovre di emergenza e il giovane è stato successivamente trasportato in ospedale.
Ma, al di là della cronaca e della sequenza dei fatti, c’è una riflessione molto più importante che mi porto dentro.
Quel ragazzo, in quel momento drammatico, si è trovato in un luogo dove c’erano persone che sapevano esattamente cosa fare.
Un Vigile del Fuoco libero dal servizio.
Un bagnino.
Altri Vigili del Fuoco.
Poco dopo, un’équipe sanitaria medicalizzata.
Persone preparate e addestrate per affrontare le emergenze, capaci di intervenire immediatamente e senza perdere tempo.
Non possiamo sapere cosa sarebbe accaduto se quella stessa emergenza si fosse verificata in un altro punto del litorale. Ma una cosa, dopo aver assistito personalmente a quei momenti, mi sembra evidente: la presenza, in quel luogo, di persone esperte nel soccorso ha permesso che si attivasse immediatamente una straordinaria catena di interventi.
E quando una persona è in pericolo, i primi minuti possono essere decisivi.
Questa è forse la riflessione più importante.
La sicurezza non è qualcosa di astratto.
Può voler dire avere, nel momento più terribile, qualcuno che si accorge che sei in difficoltà.
Qualcuno che sa nuotare verso di te.
Qualcuno che sa recuperarti.
Qualcuno che sa praticare le manovre salvavita.
Qualcuno che continua a lottare per te fino all’arrivo dei sanitari.
Ieri, al Poetto, ho visto tutto questo.
Ho visto persone correre verso il pericolo invece di voltarsi dall’altra parte.
Ho visto competenza, preparazione, sangue freddo e una straordinaria catena umana e professionale attivarsi per una sola ragione: salvare una vita.
A tutte queste persone va il mio grazie.
Un grazie al Vigile del Fuoco libero dal servizio che si è accorto del pericolo ed è intervenuto.
Un grazie al bagnino.
Un grazie agli altri Vigili del Fuoco che hanno contribuito alle manovre di soccorso.
Un grazie all’équipe della Mike 50 di AREUS.
E un pensiero forte va naturalmente a quel giovane ragazzo e alla sua famiglia, con l’augurio più sincero che possa presto lasciarsi alle spalle queste drammatiche ore.
Perché ieri, davanti ai miei occhi, ho capito ancora una volta quanto sia sottile il confine tra la vita e la tragedia.
E quanto possano fare la differenza la preparazione, la presenza e la capacità di intervenire immediatamente.
E ora posso dirlo.
Quel Vigile del Fuoco libero dal servizio che si è accorto del pericolo, ha indossato le pinne ed è corso verso il mare per aiutare quei due ragazzi…
Lui è mio marito.
Ero lì.
Ho visto tutto.
“E oggi, più di ogni altra cosa, sento un’immensa gratitudine. Per lui, per tutte le persone che hanno contribuito a quella catena di soccorso e, soprattutto, per la speranza che quel ragazzo possa tornare presto alla sua vita.“












