I giochi di guerra a Capo Teulada fanno scappare i turisti: bombe e spari disturbano chi ha deciso di trascorrere le attese vacanze nell’oasi di sabbia e mare cristallino, imprenditori in rivolta “si chiede di allungare la stagione turistica e ci ritroviamo con i clienti che chiedono di andare via”.
Le esercitazioni a Capo Teulada non vanno d’accordo con la stagione turistica ancora in corso: rumori, cancellazioni e danni agli imprenditori che vogliono allungare oltre i soliti mesi estivi, ma se pioggia e vento non sono un ostacolo, arrivano carrarmati e bombe a “rovinare” i piani. Luigi Balloccu Present Viaggi Tour Operator
Aquamarina Villa Domos – Porto Pino esprime le preoccupazioni di tutti alle Autorità militari competenti e alle Istituzioni del territorio: “Si chiede agli imprenditori di allungare la stagione, investire e mantenere operativi servizi e strutture anche in autunno. Noi ci impegniamo a farlo, ma questo sforzo deve essere sostenuto da una programmazione coerente anche da parte delle istituzioni e delle Forze Armate.
Abbiamo ricevuto un reclamo da ospiti appena arrivati nella nostra struttura, che segnalano spari continui durante la giornata, chiaramente percepibili persino all’interno dell’appartamento con le finestre chiuse. Riferiscono di non poter godere della piscina e degli spazi esterni e chiedono di cancellare le notti rimanenti, con il rimborso delle notti non usufruite, per trasferirsi in una località più tranquilla.
Una frase del loro messaggio descrive bene la gravità della situazione: «Se ne fossimo stati a conoscenza, non avremmo prenotato la struttura».
Non parliamo quindi di un disagio astratto, ma di turisti che vogliono andare via, richieste di rimborso e un danno all’immagine della destinazione. Le conseguenze economiche e la gestione dei reclami ricadono sugli operatori, che non hanno alcun controllo sulle attività che provocano questi disturbi.
Comprendiamo le esigenze di addestramento delle Forze Armate, ma chiediamo che vengano considerate anche quelle di chi vive e lavora in questo territorio. Perché non posticipare le esercitazioni più rumorose a un periodo di minore presenza turistica, concordando il calendario con gli enti locali e gli operatori?
Chiediamo un confronto urgente per individuare soluzioni concrete: una revisione del calendario, una limitazione delle attività più impattanti durante i periodi di presenza degli ospiti e comunicazioni preventive chiare su giorni, orari e possibili disagi.
Non è coerente promuovere il prolungamento della stagione turistica e, contemporaneamente, creare condizioni che spingono i visitatori ad abbandonare il territorio.
Chiediamo un riscontro concreto alle amministrazioni locali, forze armate e un impegno affinché il lavoro e gli investimenti delle imprese turistiche siano tenuti nella dovuta considerazione”.










