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I profughi ucraini in viaggio verso la Sardegna: lacrime e sofferenza ma anche speranza

di Valeria Putzolu
7 Marzo 2022
in cagliari, zapertura1

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I profughi ucraini in viaggio verso la Sardegna: lacrime e sofferenza ma anche speranza
I profughi ucraini in viaggio verso la Sardegna, storie d’orrore, lacrime e tanta sofferenza ma anche la speranza: finalmente sono in salvo. Il racconto, in esclusiva a  Casteddu Online, di Rosi Argiolas, infermiera di professione, presidente del consiglio comunale di Elmas, volontaria de “L’Accademia del Soccorso” di Cagliari e dell’associazione “Sos Elmas”. Da anni impegnata nelle missioni nei luoghi più angusti del mondo, afferma: “Non ho mai visto quello a cui ho assistito in Ucraina”. 
Sono donne e bambini i profughi messi in salvo, hanno riempito completamente il pullman messo gratuitamente a disposizione da una azienda privata serramannese. Sono giovani, la loro vita è racchiusa in un trolley e partono con la disperazione nel cuore perché hanno lasciato i loro mariti, compagni, tutti impegnati a combattere per difendere la loro nazione. Stringono al petto i figli, fortemente, che, in silenzio e con gli occhi sbarrati, non sembrano nemmeno bambini. “Sono impauriti come non mai, hanno abbandonato tutto. Ieri nei parcheggi dove li abbiamo presi, al confine con la Polonia, abbiamo visto file chilometriche di persone che tentano di attraversare la frontiera con l’aiuto delle forze dell’ordine polacche. In questo parcheggio sono stati allestiti degli stand di prima accoglienza, sono tantissimi i bus presenti che, come noi, si stanno prodigando per metterli in salvo”. Una solidarietà internazionale, presente anche una rappresentanza giunta dal Pakistan. Tanto il cibo raccolto e messo a disposizione, come i beni di prima necessità. “È un esodo per il quale non ho parole, ho fatto missioni di guerra, ma quello che ho visto qua lo paragono a niente”. Dall’emergenza ebola al conflitto tra israeliani e palestinesi: Rosi Argiolas ha vissuto tante situazioni difficili ma quella che imperversa nel territorio ucraino ha segnato profondamente l’animo di tutti i volontari. “Abbiamo pianto tanto ieri. Tra l’altro, ci siamo trovati davanti un ragazzo che, da quattro giorni aveva i familiari in macchina. Ci sono – 3 gradi, fa molto freddo e ci ha chiesto se in pullman c’era spazio per loro”. Qualsiasi destinazione andava bene, insomma, l’importante era fuggire, scappare dalla propria terra. “Noi avevamo già gli elenchi pronti delle persone da far salire a bordo ma gli abbiamo detto di aspettare che, se ci fosse stata la possibilità, li avremmo presi. Ha aspettato, pazientemente, in silenzio, davanti a noi. Alla fine ce l’abbiamo fatta: sono con noi. Ci hanno abbracciato talmente tanto, come se fossimo fratelli. Qua oramai manca tutto, non c’è più carburante, i supermercati sono vuoti e queste persone sostano nei campi profughi con i bambini in braccio, al freddo, attendendo la salvezza. Ieri, non appena siamo arrivati a Cracovia per la sosta notturna, sono scoppiati tutti a piangere, qualcuno urlava, avevano paura. Non sapevamo come calmarli. Gli abbiamo parlato, l’autista, Nicola Pani, ha spiegato che siamo a loro disposizione, io, da infermiera, ho affrontato gli aspetti sanitari”. 
Insomma, tante forze messe insieme per supportare anche psicologicamente queste giovani mamme e i loro piccoli. “Abbiamo distribuito dei giocattoli, ora si sentono finalmente degli schiamazzi, ma ieri erano muti. Io ero preoccupata, non è normale che un bambino non parli. Non lo dimenticherò mai”. 
Ora la troupe è sulla strada del rientro, “siamo vicini all’Austria dove ci aspetta una comunità polacca che ha organizzato, per noi, la sosta per la notte”. L’arrivo in Sardegna è previsto mercoledì a fine mattina. Qualche profugo rimarrà a Olbia, altri due a Cuglieri e sarà la protezione civile a farsi carico di loro. Sosterranno anche a Elmas, “il comune ha partecipato attivamente a questa missione e ci fermeremo per ringraziare la comunità”. Infine, i profughi giungeranno a Cagliari dove si ricongiungeranno con i familiari che vivono in Sardegna assieme ai loro “angeli custodi”, artefici di questa missione: sono Rosi Argiolas, Giovanni Tonarelli, colonnello dell’aeronautica militare e volontario di “Sos Elmas”, Chicco Lecca, video operatore, Luciano Frau de “L’Accademia del Soccorso” e gli autisti, Nicola Pani e Marcello Pintus. 
Una curiosità: nei cellulari, le giovani donne ucraine hanno l’immagine della bandiera dei Quattro Mori. Sapevano che il pullman, che le avrebbe portate in salvo, sventola la bandiera della Sardegna: lo hanno individuato così, tra centinaia di bus provenienti da tutto il mondo. 
Tags: Cagliari
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