Sventrato e con un’ala tagliata completamente. Il grifone, una specie protetta per la quale la Regione Sardegna spende centinaia di migliaia di euro per il ripopolamento, sino a ieri sera non era ancora stato recuperato dalle istituzioni di competenza. La rabbia di Francesca Piga: “Questa non può essere considerata energia green ma è pura devastazione del territorio e dell’ecosistema. Questo è il concetto di ripopolamento che si auspica la Regione Sardegna per queste specie?”
È accaduto ieri pomeriggio sul monte Grighine nel territorio tra Mogorella Ruinas e Villaurbana: “In quel territorio ci sono in progetto altri 2 impianti eolici che rischiano di essere approvati, sommandosi alle pale già esistenti” spiega l’attivista e influencer che si trovava lì per girare contenuti per documentare lo stato dell’ambiente. “Il parco eolico a Ussassai è stato bloccato per questo motivo nei giorni scorsi, ci auspichiamo che anche questi vengano bocciati con la stessa motivazione”.
Mentre gli attivisti preparavano il reportage, il bellissimo esemplare di grifone è stato colpito dalla pala eolica: “L’ho visto planando maestoso nel cielo, libero, poi ha dato due colpi di ali e si è spostato sulla destra del pilone d’acciaio: ho visto la collisione in diretta e mi sono precipitata nella zona d’impatto per capire che specie fosse perché era enorme.
Infatti una volta arrivati ho visto che aveva un apertura alare che probabilmente sfiorava i 2 metri”. Per il grifone non c’è stato niente da fare, è deceduto tra atroci sofferenze. Sino a ieri sera la carcassa non era ancora stata recuperata.
Solo pochi giorni fa gli addetti del progetto Live for Voltures hanno comunicato: “Alle 12 esatte di giovedì 1° ottobre gli operai di Forestas hanno aperto la voliera di Cea Romana, a Villasalto Dopo quasi un’ora, hanno spiccato il volo in ordine sparso i 16 grifoni del quarto e ultimo contingente arruolato per riportare la specie da queste parti.
Tredici erano arrivati alla fine dello scorso anno dalla Spagna, uno era stato donato al progetto da uno zoo della Repubblica Ceca, e uno dal Parco Zoo di Falconara. L’ultimo, Dolianova, arrivato anche lui dalla Spagna, era stato liberato con il terzo contingente, poi recuperato in condizioni di difficoltà e curato dai veterinari di Forestas nel Centro di recupero della fauna selvatica di Bonassai, a Sassari
Con il loro rilascio si completano le attività di restocking di LIFE Safe for Vultures.
Per i presenti – istituzioni, studenti, giornalisti ed esperti inviati da Cinea, l’Agenzia della Commissione Europea che monitora sui risultati dei progetti finanziati da Bruxelles – è stata come sempre una grande emozione e una grande festa.
Per i partner del progetto – Università di Sassari, Agenzia Forestas, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Regione Sardegna, E-Distribuzione, Vulture Conservation Foundation – è stata anche la celebrazione dei risultati ottenuti: a tre mesi dalla fine delle attività, gli obiettivi possono dirsi abbondantemente raggiunti”.
https://www.instagram.com/reel/DeChAUWsa6z/?stkn=YjVweml2eWtsd3dm la denuncia di Francesca Piga.












