In Sardegna cresce il numero delle imprese artigiane legate al turismo, ma resta difficile trovare personale. Sono 6.551 le attività registrate nel 2026 nei comparti connessi alla domanda turistica, 610 in più rispetto alle 5.941 dello scorso anno. Complessivamente occupano circa 17mila dipendenti e rappresentano il 19,4% delle circa 34mila imprese artigiane dell’Isola. I dati emergono da un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna su dati Istat, Unioncamere, Movimprese e Infocamere.
La Sardegna è quarta in Italia per peso dell’artigianato nei settori direttamente legati al turismo, dietro Sicilia (23,1%), Calabria (20,8%) e Campania (20,5%), a fronte di una media nazionale del 16,7%. Un sistema che comprende agroalimentare, ristorazione, trasporti, servizi alla persona, attività ricreative e culturali, moda e artigianato artistico.
Il comparto più numeroso è quello delle attività manifatturiere e dei servizi, con 1.408 imprese, pari al 21,5%. Seguono 1.400 ristoranti e pizzerie (21,4%) e 410 bar, caffè e pasticcerie (6,3%). L’agroalimentare conta 1.368 imprese (20,9%), il trasporto persone 1.131 (17,3%), mentre abbigliamento e calzature raggiungono quota 475 attività (7,3%). Completano il quadro 231 imprese legate ai prodotti editoriali e 125 attive nella cultura, nel tempo libero e nell’intrattenimento.
“Questi numeri confermano come non esista turismo in Sardegna senza l’artigianato – sottolinea Giacomo Meloni, presidente di Confartigianato Sardegna –. Il ‘saper fare’ locale rappresenta non solo un patrimonio culturale, ma il vero motore dell’economia turistica”. Secondo Meloni, i visitatori, soprattutto stranieri, cercano anche prodotti ed esperienze legati all’identità dell’Isola, dalla filigrana all’agroalimentare, fino alla ceramica.
La crescita del comparto si confronta però con una forte difficoltà nel reperire lavoratori. Il 46% del personale ricercato dalle imprese risulta difficile da trovare e oltre il 70% delle aziende indica nella mancanza di candidati la principale causa.
Nel trimestre luglio-settembre 2026 sono previste oltre 16mila assunzioni nei servizi di alloggio, ristorazione e turismo, pari al 39% degli ingressi programmati complessivamente nell’Isola. La domanda di lavoro cresce del 4,4% rispetto all’estate 2025, mentre nello stesso periodo il totale delle imprese sarde registra un aumento dello 0,4% e a livello nazionale il settore segna una flessione dello 0,5%.
“La Sardegna è una meta strategica per i visitatori internazionali, che riconoscono il valore del ‘Made in Sardegna’ e dello stile di vita isolano – aggiunge Meloni –. Dobbiamo continuare a puntare sulla qualità perché questa ricchezza resti sul territorio e alimenti le nostre comunità artigiane”.
Ma il problema del personale rischia di frenare la crescita. “Nonostante una crescita della domanda di lavoro del 4,4%, viviamo il dramma di non trovare collaboratori – conclude Meloni –. Sapere che il 46% delle posizioni rischia di restare vacante, principalmente per mancanza di candidati, è un allarme che non possiamo ignorare. Serve un impegno corale per rendere il lavoro nel turismo più attrattivo per i giovani, puntando sulla formazione e su politiche attive che favoriscano l’incontro tra domanda e offerta”.









