Non soltanto sostanza stupefacente, ma un vero e proprio kit confezionato con un marchio distintivo: “LA FAMILLE FRERO Sardegna”. È questo il particolare più singolare emerso nel corso di un’operazione antidroga condotta dai “Falchi” della Squadra Mobile di Cagliari, culminata nell’arresto di due giovani di Monserrato e nel sequestro di oltre sette chilogrammi di hashish e 300 grammi di marijuana.
L’operazione è il risultato di una serie di servizi di osservazione attraverso cui gli investigatori della Squadra Mobile hanno raccolto elementi utili a individuare i due giovani e a ricostruire un possibile circuito di detenzione e distribuzione della droga.
Alla luce degli approfondimenti investigativi, all’alba del 16 ottobre è scattata la perquisizione domiciliare che ha consentito di rinvenire e sequestrare 7,1 Kg di hashish, suddivisi in numerosi panetti, oltre a circa 300 gr. di marijuana, un quantitativo significativo, potenzialmente destinato ad alimentare il mercato locale degli stupefacenti.
Ma a richiamare maggiormente l’attenzione degli investigatori è stato un elemento decisamente insolito. Tra il materiale rinvenuto figurava infatti un kit composto da una confezione recante il marchio “LA FAMILLE FRERO Sardegna”, contenente un panetto di hashish e un coltellino contraddistinto dalla medesima incisione.
Un confezionamento particolare, che sembrerebbe andare oltre la semplice identificazione della sostanza stupefacente e che potrebbe rappresentare una modalità di presentazione e commercializzazione del prodotto all’interno del mercato illegale.
Proprio questo dettaglio ha aperto un ulteriore fronte di approfondimento investigativo.
L’ipotesi al vaglio degli investigatori è che la sostanza sequestrata potesse essere destinata non soltanto allo spaccio al dettaglio, ma anche alla cessione ad altri soggetti incaricati della successiva distribuzione, eventualmente attraverso un sistema riconoscibile da un marchio comune.
Una sorta di “franchising dello spaccio”, nel quale confezioni e accessori personalizzati potrebbero costituire elementi distintivi di una medesima filiera commerciale illecita.
Si tratta, allo stato, di una ipotesi investigativa ancora da verificare, che non consente di affermare l’esistenza di una rete strutturata di distribuzione, ma che rende particolarmente significativo il rinvenimento del kit brandizzato.
Al termine delle operazioni, i due giovani sono stati tratti in arresto e accompagnati presso la casa circondariale Ettore Scalas di Uta posti a disposizione della competente Autorità Giudiziaria che dopo l’udienza di convalida ha disposto per il più grande gli arresti domiciliari e per il più piccolo l’obbligo di firma.










