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L’ex carcere di Macomer sarà il centro di permanenza e rimpatrio per migranti irregolari

di Federica Melis
16 Ottobre 2017
in apertura3, Cronaca, sardegna

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L’ex carcere di Macomer sarà il centro di permanenza e rimpatrio per migranti irregolari

L’ex carcere dismesso di Macomer, provincia di Nuoro, sarà un centro di permanenza  e rimpatrio per migranti provenienti dalla rotta Algeria Sardegna. Manca la firma dell’accordo ma la conferma è arrivata dopo il tavolo in Prefettura, alla presenza del  presidente della Regione Francesco Pigliaru, alla presenza del capo Dipartimento delle Libertà Civili e dell’Immigrazione Gerarda Pantalone, con i prefetti di Cagliari Tiziana Costantino, di Sassari Giuseppe Marani, di Nuoro Carola Bellantoni e di Oristano Giuseppe Guetta e il presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana . Uno strumento per disinnescare il costante flusso migratorio irregolare proveniente dall’Algeria. Avrà l’obiettivo di scoraggiare questo fenomeno. Le persone migrate irregolarmente saranno qui identificate  e poi rimpatriate.

Sono stati inoltre sottoscritti due protocolli d’intesa diretti a favorire l’accoglienza e l’integrazione dei richiedenti protezione internazionale presenti sul territorio regionale. Il primo accordo è finalizzato a favorire un’accoglienza graduale, proporzionale, sostenibile e diffusa dei richiedenti protezione internazionale in Sardegna, attraverso una articolazione a livello regionale di quanto già previsto dalla convenzione Ministero dell’Interno/ANCI, modulando le azioni per la sua attuazione sulla base delle specificità territoriali, fermo restando quanto già definito dall’accordo nazionale.

Il secondo protocollo mira a promuovere l’impiego dei richiedenti protezione internazionale in attività di utilità sociale, al fine di determinare le condizioni per un più compiuto inserimento nel tessuto sociale dei richiedenti asilo ospitati nei centri di accoglienza straordinaria attivati in Sardegna, evitando la sedimentazione di situazioni di esclusione.

“I protocolli firmati oggi confermano che la Sardegna è terra d’accoglienza – ha detto il presidente Pigliaru – ma un’accoglienza che vogliamo stia sempre all’interno di regole precise. Se i percorsi individuati nel primo hanno l’obiettivo della sostenibilità coinvolgendo anche i nostri cittadini, il secondo documento mette al centro il volontariato attivo da parte dei richiedenti asilo, che è un modo straordinario per attivare un vero e proprio scambio. Il dialogo con il Governo è costante e l’accordo con i territori è fondamentale per arrivare a realizzare quel un modello diffuso che è l’unico vero modo per garantire l’integrazione. Per quanto riguarda il Cpr – ha aggiunto il presidente Pigliaru – si tratta di uno strumento mirato soprattutto disincentivare i flussi diretti dall’Algeria. Chi arriva sulle nostre coste illegalmente deve sapere che non potrà prendere il foglio di via e andare in giro come vuole, ma che sarà trattenuto in un luogo a ciò deputato e da lì rimpatriato”.

 

I PROTOCOLLI. La Regione, in continuità con l’azione già intrapresa, si impegna dunque a fornire ogni possibile supporto, anche di tipo economico a sostegno degli Enti locali per garantire il rispetto degli standard di qualità previsti dalle vigenti leggi in materia di accoglienza ed un impatto sociale sostenibile per il territorio. Ulteriore impegno è quello di promuovere percorsi informativi e di accompagnamento rivolti alla cittadinanza sul tema dell’accoglienza dei cittadini stranieri, nonché iniziative culturali, attività formative e informative sui temi dell’accoglienza e multiculturalità. Il secondo Protocollo, sul Volontariato sociale, è iniziativa già avviata dalla Giunta con risorse regionali, a cui quale aderiscono, in questa prima fase, quattro comuni: Cagliari (con due progetti), Cargeghe, Iglesias e Valledoria

Le parti si impegnano a collaborare per favorire momenti di partecipazione attiva dei richiedenti protezione internazionale ospitati presso i Centri di Accoglienza Straordinaria dell’Isola e a promuove progetti finalizzati all’integrazione e alla socializzazione, in conformità con quanto previsto nel Piano regionale per l’accoglienza dei flussi migratori non programmati. I migranti potranno dunque sottoscrivere patti di volontariato e svolgere attività che consentano di acquisire e svolgere un ruolo attivo e partecipe a favore delle collettività locali inserendosi in contesti di carattere civile, sociale, educativo, ambientale, sportivo e culturale.

 

CPR. Dopo la sottoscrizione dei Protocolli d’Intesa, il presidente Pigliaru, insieme all’assessore degli Affari generali Filippo Spanu, alla presenza del sindaco di Macomer Antonio Onorato Succu, ha affrontato con il capo Dipartimento delle Libertà Civili e dell’Immigrazione Gerarda Pantalone il tema dell’apertura in Sardegna del Centro di Permanenza per i Rimpatri nel Comune di Macomer. L’assessore Filippo Spanu ha sottolineato come “la scelta del Cpr, che sarà ospitato nell’ex struttura adibita a carcere, sia il frutto di un percorso condiviso tra Ministero dell’Interno, Regione e Comune di Macomer. Oggi abbiamo discusso sulle condizioni e sulle garanzie richieste da Regione e Comune e la Prefetta Gerarda Pantalone ci ha dato risposte soddisfacenti”

 

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