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Liste d’attesa insostenibili, pronto soccorso in difficoltà e macchinari diagnostici obsoleti: sanità sarda malata

di Valeria Putzolu
17 Maggio 2026
in sardegna, zapertura

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Liste d’attesa insostenibili, pronto soccorso in difficoltà e macchinari diagnostici obsoleti: sanità sarda malata

“È stato compromesso il diritto alla salute dei cittadini sardi. Molti cittadini, soprattutto anziani, persone fragili e malati cronici, sono costretti a lunghi spostamenti o a rivolgersi alla sanità privata per poter ricevere cure ed esami in tempi adeguati.
L’Associazione Emera chiede un intervento straordinario per rafforzare la sanità pubblica; un piano concreto contro le liste d’attesa; nuove assunzioni di personale sanitario; il potenziamento della medicina territoriale; investimenti urgenti in strutture e tecnologie sanitarie; una verifica trasparente sul rispetto dei LEA in Sardegna.
La salute è un diritto costituzionale che deve essere garantito a tutti i cittadini, senza disuguaglianze territoriali”.

L’intento è quello di “richiamare con fermezza l’attenzione delle Istituzioni sulla gravissima situazione sanitaria che sta vivendo la Sardegna, una condizione che coinvolge quotidianamente cittadini, famiglie, anziani, persone fragili e operatori sanitari.
La Costituzione italiana, all’articolo 32, tutela il diritto alla salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Tale principio impone allo Stato il dovere di garantire, attraverso il Servizio Sanitario Nazionale e il sistema sanitario regionale, livelli essenziali di assistenza uniformi e accessibili su tutto il territorio nazionale.
Ricordiamo che: lo Stato ha il compito di definire e garantire i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), vigilando affinché ogni Regione assicuri prestazioni adeguate, tempestive ed efficaci; il Governo centrale ha il dovere di monitorare il rispetto degli standard sanitari e intervenire laddove emergano criticità che compromettano il diritto alla cura; la Regione Sardegna, attraverso l’Assessorato all’Igiene e Sanità, ARES e le Aziende sanitarie territoriali, ha responsabilità dirette nella programmazione, organizzazione, controllo e gestione dei servizi sanitari e socio-sanitari.
Ad oggi, però, la realtà vissuta dai cittadini sardi appare profondamente distante da questi principi.
Le criticità sono ormai strutturali e diffuse: tempi d’attesa insostenibili per visite specialistiche ed esami diagnostici; carenza cronica di personale medico, infermieristico e socio-sanitario;
pronto soccorso sovraccarichi;
difficoltà di accesso alle cure nelle aree interne e periferiche; progressivo indebolimento della medicina territoriale; disuguaglianze territoriali che penalizzano soprattutto le persone più fragili; crescente ricorso alla sanità privata da parte dei cittadini impossibilitati ad attendere i tempi del sistema pubblico; insufficienza, obsolescenza o indisponibilità di macchinari diagnostici e apparecchiature sanitarie essenziali; distribuzione non omogenea delle tecnologie sanitarie sul territorio regionale, che costringe molti cittadini compresi anziani, malati cronici e persone fragili a lunghi e onerosi spostamenti da una parte all’altra dell’isola, e talvolta anche fuori dalla Sardegna, per poter effettuare esami diagnostici, visite specialistiche o trattamenti indispensabili.
Questa situazione non rappresenta soltanto una difficoltà organizzativa, ma una vera emergenza sociale e sanitaria che mina il principio di equità e universalità del Servizio Sanitario Nazionale”.
Le richieste: “Un intervento immediato e straordinario per il rafforzamento della sanità pubblica in Sardegna; un piano concreto per l’abbattimento delle liste d’attesa; il potenziamento della medicina territoriale e dei servizi nelle aree disagiate;
l’assunzione stabile di personale sanitario; investimenti urgenti nell’ammodernamento, nella manutenzione e nella distribuzione equilibrata dei macchinari diagnostici e delle apparecchiature sanitarie sul territorio regionale; una verifica trasparente sul rispetto dei LEA nella Regione Sardegna; un confronto pubblico e permanente con associazioni, cittadini e operatori del settore.
Le Istituzioni hanno il dovere morale e costituzionale di garantire ai cittadini sardi lo stesso diritto alla salute riconosciuto al resto della popolazione italiana”.
L’Associazione Emera promette che “continuerà a dare voce ai cittadini e a chiedere interventi concreti affinché la sanità pubblica torni ad essere realmente accessibile, efficiente e vicina alle persone” spiega la presidente Maria Francesca Congiu.

Tags: Sardegna
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