«Grillo ha percepito 300mila euro l’anno dal Movimento e li ha usati per tentare di destabilizzarlo. Ha provato in tutti i modi a sgambettare il M5S e Giuseppe Conte, perché non ha mai accettato di essere stato sfiduciato dalla sua comunità politica in modo incontrovertibile, né che Conte goda del più ampio sostegno possibile all’interno del Movimento. È mosso da rabbia e livore, e questo post ne è l’ennesima prova. Il 4 ottobre è il compleanno del Movimento, non il suo.
Il 4 ottobre si celebra San Francesco, e non chi lo storpia per cercare qualche ora di celebrità», così replica il Movimento 5 Stelle Sardegna al post pubblicato oggi da Beppe Grillo sugli incarichi della Regione.
«Grillo parla di Sardegna senza conoscerne i territori. Negli anni passati, quando era ancora garante, i consiglieri regionali del Movimento non hanno mai avuto il piacere di un confronto con lui. Siamo contenti che oggi riceva e accetti le imbeccate di qualcuno che dal Movimento è uscito, ma farebbe bene a informarsi meglio prima di scrivere post completamente sballati, pieni di informazioni false che non rappresentano la verità dei fatti. D’altronde ci siamo abituati: ogni volta che Grillo ha aperto bocca sulla Sardegna non ne ha detta una giusta e questa volta non fa eccezione», sottolineano.
«Grillo fa nomi e cognomi senza nemmeno verificare. Cinzia Pilo e Mariassunta Matrisciano non lavorano più in Sardegna da mesi: le cifre che attribuisce loro raccontano una realtà che non esiste. E lui stesso è costretto ad ammettere che tutto è lecito e pubblicato in totale trasparenza sul sito della Regione. Se oggi può fare quell’elenco, è perché questa giunta rende pubblico ogni incarico. Per quanto riguarda Gasparetti, non credo faccia scalpore che un professionista venga retribuito in linea con le remunerazioni di professionisti che sono al suo stesso livello. C’è un aspetto che però dovrebbe far riflettere: un adulto di 80anni attacca e scredita pubblicamente un giovane di 30. E pensare che era proprio Grillo a parlare dell’importanza dei giovani per il nostro Paese. Inoltre, va ricordato che lo stipendio dei capi di gabinetto è stabilito per legge (L.R. Sardegna 26 agosto 1988, n. 32, art. 28) e non c’entra nulla con la legge poltronificio. Ennesima imprecisione”, aggiungono.
Il M5S Sardegna entra nel merito: «La legge 107 del 2021 riformava l’Ufficio di Presidenza, non c’entra con ogni incarico regionale. Il “centinaio di consulenti” comprende in realtà tutte le figure di staff, dagli addetti di gabinetto agli uffici stampa, che in passato venivano rendicontate altrove. Grillo non dice una parola sul PNRR: oltre 9mila progetti da attuare e rendicontare entro scadenze europee, con un organico regionale sotto del 30%. Né sui risparmi di una giunta che ha scelto di non assegnare incarichi che poteva legittimamente conferire, a partire dai capi dipartimento, tutelando le casse regionali per milioni di euro. Il Movimento 5 Stelle non prende lezioni di morale francescana da chi la usa per colpire gli altri e per primo non l’ha mai seguita in vita sua», concludono.











