Monastir, consiglio straordinario per la gestione dei migranti: “La sicurezza è un diritto”. Viene chiesta una maggiore presenza delle forze dell’ordine e la presa in carico della situazione da parte dello Stato, perchè le segnalazioni da parte dei cittadini aumentano. “Un amministratore pubblico serio non liquida queste preoccupazioni come semplici percezioni ma le ascolta, le rappresenta e chiede risposte”.
Si è appena concluso in Prefettura l’incontro tra il Consiglio Comunale di Monastir e il Prefetto Dessì, richiesto e voluto unitariamente da tutti i gruppi consiliari. Monastir si presenta unita per affrontare i problemi derivanti la presenza del CPA e dell’HOTSPOT che sta determinando sulla comunità. “Abbiamo chiesto risposte concrete sui temi della sicurezza, del decoro urbano, della manutenzione del territorio, della gestione dei servizi, dell’occupazione e delle opportunità per il tessuto economico locale.
Abbiamo ribadito la necessità di un rafforzamento stabile e permanente del presidio delle Forze dell’Ordine, adeguato alle mutate esigenze del territorio, e l’attivazione di misure economiche straordinarie a sostegno delle imprese e dell’occupazione, affinché Monastir non continui a sostenere da sola il peso di una scelta che risponde a un interesse generale.
Abbiamo inoltre chiesto che al Comune di Monastir sia formalmente riconosciuto, al pari di altri Comuni che ospitano analoghe strutture, il ruolo di Comune che svolge una funzione di interesse Nazionale, con il conseguente riconoscimento di risorse strutturali e non occasionali per affrontare le maggiori esigenze in materia di sicurezza, servizi, impatto sociale ed economico” spiega la sindaca Paola Ugas.
Questo Consiglio comunale straordinario “non è stato convocato per alimentare polemiche, ma per richiamare lo Stato alle proprie responsabilità.
Come Sindaco di Monastir ho il dovere, sancito dalla legge e dal mandato ricevuto dai cittadini, di rappresentare la mia comunità e di tutelarne la sicurezza, la serenità e la qualità della vita. Lo faccio oggi con rispetto istituzionale, ma anche con fermezza”.
Il paese ospita da 11 anni il Centro di Prima Accoglienza e, dal 12 giugno scorso, anche I’Hotspot. Due strutture che svolgono una funzione di interesse nazionale e che, proprio per questo, “non possono scaricare il loro peso esclusivamente su una piccola comunità. L’accoglienza e la gestione dei migranti sono una responsabilità dello Stato. Le conseguenze dell’accoglienza, però, ricadono ogni giorno sui cittadini di Monastir. È questa sproporzione che oggi denunciamo e sulla quale ancora una volta chiediamo la vostra attenzione.
Non siamo qui per mettere in discussione il valore della solidarietà, né il rispetto della dignità dei migranti, principi che appartengono alla nostra Costituzione e alla nostra coscienza civile. Ma altrettanto costituzionale è il diritto dei cittadini a vivere in sicurezza, a vedere tutelato il proprio territorio e a pretendere che i sacrifici richiesti a una comunità siano accompagnati da adequate risorse e da una presenza concreta dello Stato.
Negare ciò che i cittadini vivono ogni giorno sarebbe il vero atto di irresponsabilità. La paura esiste. La percezione di insicurezza esiste. Le segnalazioni aumentano. I cittadini cambiano le proprie abitudini, evitano alcune zone, chiedono maggiore presenza delle Forze dell’Ordine”.
Una situazione che rischia di degenerare se non si interviene subito: “Un amministratore pubblico serio non liquida queste preoccupazioni come semplici percezioni ma le ascolta, le rappresenta e chiede risposte.
Perché quando le istituzioni non riescono a trasformare la paura in fiducia, il rischio è che quella paura diventi rabbia, esasperazione e tensione sociale. Ma nessuno di noi vuole arrivare a quel punto ed è proprio per evitarlo che oggi chiediamo allo Stato di esserci.
Non dopo. Adesso. Monastir non può essere lasciata sola. Non può sostenere da sola i costi della pulizia del territorio, del maggiore degrado urbano, degli interventi straordinari, delle attività amministrative aggiuntive e delle conseguenze economiche che ricadono sulle imprese e sui lavoratori. Non è accettabile che un Comune sopporti un carico così rilevante senza adeguate compensazioni.
Per questo il Consiglio Comunale rivolge una richiesta chiara. Chiediamo un rafforzamento stabile e continuativo della presenza delle Forze dell’Ordine, che il presidio permanente del territorio venga stabilizzato, adeguato alla presenza contemporanea del Centro di Prima Accoglienza e dell’Hotspot.
Chiediamo risorse economiche straordinarie per compensare i maggiori costi sostenuti dal Comune per pulizia, decoro urbano, manutenzioni e gestione dei servizi. Chiediamo misure di sostegno per il tessuto economico locale, che subisce effetti negativi sull’occupazione, sugli investimenti e sull’immagine del territorio. Chiediamo, infine, che Monastir sia riconosciuta come Comune che svolge una funzione di interesse Nazionale e che, come tale, abbia diritto a un sostegno strutturale e non episodico per far fronte all’emergenza sicurezza, sociale ed economica”.
Una richiesta è stata inoltrata direttamente al Prefetto: “Lei rappresenta il Governo sul territorio. A Lei chiediamo di farsi interprete presso il Ministero dell’Interno di una richiesta che non appartiene a una parte politica, ma a un’intera comunità.
Se lo Stato decide che una comunità debba sostenere un servizio essenziale per il Paese, allora lo Stato deve garantire sicurezza, risorse e rispetto. Noi continueremo a fare la nostra parte, con senso delle istituzioni e rispetto della legalità. Ma non accetteremo più che Monastir venga considerata soltanto il luogo dove collocare strutture strategiche, senza riconoscere l’impegno che ogni giorno pagano i nostri cittadini.
La sicurezza è un diritto. Il decoro urbano è una condizione di civiltà. La tutela della nostra comunità è il primo dovere di un Sindaco. Ed è in nome di questo dovere che oggi chiediamo allo Stato una risposta chiara, concreta e tempestiva.
Monastir ha già dimostrato senso civico e responsabilità in questi 11 anni, ora è il momento che lo Stato dimostri di essere vicino ai cittadini che ripongono la loro fiducia nelle istituzioni”.
All’incontro hanno partecipato il Prefetto, il Sindaco Metropolitano, l’Assessore regionale agli Enti Locali Spanedda, in rappresentanza della Presidente Todde, i rappresentanti dell’Assessorato regionale al Lavoro, il Rappresentante del Governo Nicoli, il Comandante Provinciale dei Carabinieri e il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza.











