Monastir, troppi sbarchi di migranti, situazione insostenibile al centro: il Sap alza la voce, “struttura e organici non sono più adeguati”.
La situazione all’interno dell’Hotspot di Monastir è ormai insostenibile.
A denunciare ancora una volta le gravissime criticità della struttura sono il Segretario Regionale SAP Sardegna Andrea Listo e il Segretario SAP di Cagliari Rosario Trovato, che chiedono un intervento immediato da parte dell’Amministrazione e delle autorità competenti.
A preoccupare ulteriormente è anche il forte incremento degli sbarchi sulle coste sarde, che registra un aumento nell’ordine del 150% rispetto al precedente periodo di riferimento. Un dato che inevitabilmente si traduce in una maggiore pressione sull’Hotspot di Monastir e, di conseguenza, sugli operatori chiamati a garantire i servizi di identificazione, vigilanza, trasferimento e gestione delle emergenze.
“I numeri degli sbarchi stanno aumentando in maniera esponenziale, ma le strutture e gli organici non stanno seguendo la stessa direzione – denunciano Listo e il Segretario SAP di Cagliari –. Non possiamo pensare di affrontare un incremento del 150% dei flussi con gli stessi uomini, gli stessi mezzi e una struttura che da tempo presenta evidenti criticità.”
L’Hotspot continua a essere interessato da una gestione emergenziale che espone quotidianamente gli operatori della Polizia di Stato a condizioni di lavoro sempre più difficili, in una struttura che presenta evidenti criticità organizzative, logistiche e strutturali.
A rendere il quadro ancora più complesso è la sovrapposizione delle problematiche connesse alla gestione dei CAS e dei trasferimenti, che rischia di trasformare Monastir in un punto di concentrazione di criticità non più sostenibili.
Il SAP aveva già segnalato da tempo le problematiche legate alla struttura e alle condizioni operative. Oggi, alla luce dell’aumento degli sbarchi, quelle criticità rischiano di diventare ancora più gravi.
“Non è accettabile che siano sempre i poliziotti a dover fare fronte alle emergenze, sopperendo con professionalità e spirito di sacrificio alle carenze organizzative e strutturali – proseguono i rappresentanti sindacali –. La professionalità degli operatori non può diventare l’alibi per non intervenire.”
Il SAP Sardegna chiede:
un immediato intervento dell’Amministrazione sulle criticità dell’Hotspot;
un adeguamento della struttura alle effettive esigenze operative e di sicurezza; un potenziamento degli organici, commisurato all’aumento dei flussi migratori; un adeguato incremento di mezzi e risorse; una gestione più efficace degli sbarchi, dei flussi e delle situazioni emergenziali;
maggiore attenzione alla sicurezza degli operatori e delle persone presenti nella struttura; un confronto urgente con le organizzazioni sindacali per individuare soluzioni concrete e definitive.
“Se gli sbarchi aumentano del 150%, non si può pretendere che il sistema continui a funzionare come se nulla fosse. Monastir non può essere lasciato solo e, soprattutto, non possono essere lasciati soli i poliziotti che ogni giorno garantiscono il funzionamento della struttura – concludono Listo e il Segretario SAP Cagliari –. Abbiamo superato il limite. Non vogliamo aspettare che accada qualcosa di grave prima che qualcuno decida di intervenire. La sicurezza dei poliziotti non può essere una variabile secondaria. Servono risposte immediate, non ulteriori rinvii.”
La situazione all’interno dell’Hotspot di Monastir è ormai insostenibile.
A denunciare ancora una volta le gravissime criticità della struttura sono il Segretario Regionale SAP Sardegna Andrea Listo e il Segretario SAP di Cagliari Rosario Trovato, che chiedono un intervento immediato da parte dell’Amministrazione e delle autorità competenti.
A preoccupare ulteriormente è anche il forte incremento degli sbarchi sulle coste sarde, che registra un aumento nell’ordine del 150% rispetto al precedente periodo di riferimento. Un dato che inevitabilmente si traduce in una maggiore pressione sull’Hotspot di Monastir e, di conseguenza, sugli operatori chiamati a garantire i servizi di identificazione, vigilanza, trasferimento e gestione delle emergenze.
“I numeri degli sbarchi stanno aumentando in maniera esponenziale, ma le strutture e gli organici non stanno seguendo la stessa direzione – denunciano Listo e il Segretario SAP di Cagliari –. Non possiamo pensare di affrontare un incremento del 150% dei flussi con gli stessi uomini, gli stessi mezzi e una struttura che da tempo presenta evidenti criticità.”
L’Hotspot continua a essere interessato da una gestione emergenziale che espone quotidianamente gli operatori della Polizia di Stato a condizioni di lavoro sempre più difficili, in una struttura che presenta evidenti criticità organizzative, logistiche e strutturali.
A rendere il quadro ancora più complesso è la sovrapposizione delle problematiche connesse alla gestione dei CAS e dei trasferimenti, che rischia di trasformare Monastir in un punto di concentrazione di criticità non più sostenibili.
Il SAP aveva già segnalato da tempo le problematiche legate alla struttura e alle condizioni operative. Oggi, alla luce dell’aumento degli sbarchi, quelle criticità rischiano di diventare ancora più gravi.
“Non è accettabile che siano sempre i poliziotti a dover fare fronte alle emergenze, sopperendo con professionalità e spirito di sacrificio alle carenze organizzative e strutturali – proseguono i rappresentanti sindacali –. La professionalità degli operatori non può diventare l’alibi per non intervenire.”
Il SAP Sardegna chiede:
un immediato intervento dell’Amministrazione sulle criticità dell’Hotspot;
un adeguamento della struttura alle effettive esigenze operative e di sicurezza; un potenziamento degli organici, commisurato all’aumento dei flussi migratori; un adeguato incremento di mezzi e risorse; una gestione più efficace degli sbarchi, dei flussi e delle situazioni emergenziali;
maggiore attenzione alla sicurezza degli operatori e delle persone presenti nella struttura; un confronto urgente con le organizzazioni sindacali per individuare soluzioni concrete e definitive.
“Se gli sbarchi aumentano del 150%, non si può pretendere che il sistema continui a funzionare come se nulla fosse. Monastir non può essere lasciato solo e, soprattutto, non possono essere lasciati soli i poliziotti che ogni giorno garantiscono il funzionamento della struttura – concludono Listo e il Segretario SAP Cagliari –. Abbiamo superato il limite. Non vogliamo aspettare che accada qualcosa di grave prima che qualcuno decida di intervenire. La sicurezza dei poliziotti non può essere una variabile secondaria. Servono risposte immediate, non ulteriori rinvii.”
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