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Nave Alex, sbarcati a Lampedusa tutti i migranti. Salvini: “Attacco al Governo italiano”

di Redazione Cagliari Online
7 Luglio 2019
in rubriche, zapertura1

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Nave Alex, sbarcati a Lampedusa tutti i migranti. Salvini: “Attacco al Governo italiano”

 “Ragioneremo nelle prossime ore sulla presenza di navi militari italiane nel Mediterraneo. Domando ai vertici delle Forze armate e della Guardia di finanza se la difesa dei confini è un diritto-dovere da parte delle istituzioni o no”. È di fatto scontro tra Matteo Salvini e i titolari della Difesa, Elisabetta Trenta, e dell’Economia, Giovanni Tria, l’una responsabile della Difesa, quindi anche della Marina militare, e l’altro responsabile per la Guardia di finanza.

Il tema è quello del contrasto ai flussi migratori, in questo caso via mare. Il vice premier e ministro dell’Interno ha anche lamentato – parlando in una diretta sul proprio profilo Facebook – di essersi sentito “un po’ solo” in questa battaglia, pur avvertendo che “non si torna indietro”.

“Io posso indicare un porto sicuro e bloccare uno sbarco non autorizzato – ha aggiunto – ma le forze armate in mare non dipendono da me. Se servono da scorta per le navi fuorilegge domandiamoci allora sull’utilizzo di queste unità” militari. “Chiederò ai ministri della Difesa e dell’Economia di aiutarci in questa battaglia di civiltà e legalità per salvare vite – ha aggiunto Salvini – Mi farebbe piacere che fossero al nostro fianco, al fianco del popolo italiano, altrimenti è un precedente pericolosissimo. Io firmo il divieto di ingresso e questi entrano e nessuno li ferma. A che servono le navi militari se non per pattugliare i confini?”.

La replica è arrivata attraverso fonti della Difesa: “Da giorni abbiamo offerto supporto al Viminale sulla situazione di queste ore e il Viminale lo ha respinto, in più di una occasione. Questi sono i fatti”.

Parole cui è seguita la controreplica delle fonti del ministero dell’Interno, secondo cui il supporto delle unità navali militari italiane “è necessario per bloccare le navi che vogliono portare i clandestini in Italia e non per aiutarle nel trasporto”.

Nella sua diretta Facebook Salvini ha anche sottolineato che a suo avviso “è in corso un attacco contro il governo e contro un ministro che ha dimostrato di avere le palle”, aggiungendo: “Non mi spaventa la minaccia di querela della comandante Carola, figuriamoci…Ho a che fare con minacce dei Casamonica, dalla mafia, camorra, ‘ndrangheta…”.

E inoltre: “il Pd non mi interessa, né Saviano, Fazio, Lerner, Boldrini, mi interessano coloro che hanno a cuore l’Italia e gli italiani. Chi tifa per i fuorilegge non fa uno sgarbo a Salvini ma fa male all’Italia”. “Combatterò all’interno del governo perché leggi e confini vengano rispettati, a meno che per qualcuno i confini italiani non contino”.

Ci sono delle leggi votate dal Parlamento italiano, ha aggiunto, “a che titolo navi private gestite da privati decidono come organizzare il traffico di esseri umani e infrangere leggi? I confini via mare sono come i confini via terra”. Salvini si è chiesto quindi se “i confini italiani sono diventati un di più, un qualcosa da rispettare o non rispettare? Vale per tutti”.

E parlando poi della presa di posizione della Germania, ha detto: “Il governo tedesco mi ha scritto e chiesto di riaprire i porti. No, non esiste e penso di dirlo anche per voi” e ha definito la vicenda della Sea Watch, “un pessimo precedente, legittimato dall’ordinanza di quel giudice di Agrigento”.

Per il ministro dell’Interno quelli operati dalle navi delle ong “sono dei recuperi di migranti “precisi, scelti, organizzati, con orari precisi”. E a a bordo delle navi che li portano a termine ci sono “giornalisti di sinistra, parlamentari di sinistra, ex consiglieri regionali di sinistra: non fate dispetto a Salvini infrangendo le leggi italiane ma l’affronto è al popolo italiano, questa è l’immagine che diamo al mondo”. Infine: “Io non autorizzo niente, leggi e confini si rispettano, piuttosto li portiamo in autobus all’ambasciata tedesca. Se qualcuno pensa che l’Italia sia una discarica, ora basta”.

Dopo la risposta data dal ministero della Difesa all’appello di Matteo Salvini, è il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria – cui risponde l’altra forza navale impegnata nel contrasto al traffico di migranti – a dire la sua sull’operato della Guardia di Finanza e a invocare l’intervento della magistratura nei confronti dell’ingresso nel porto della barca a vela Alex dell’ong Mediterranea. 

Il ministro, si legge in una nota del Ministero diffusa a tardissima sera, “ha seguito le operazioni di contrasto all’immigrazione clandestina messe in atto dalla Guardia di Finanza che, in aderenza alle disposizioni di legge e alle direttive ministeriali impartite al riguardo, ha dato attuazione a tutte le prescrizioni necessarie, tra manovre dissuasive e numerose intimazioni di alt, per far rispettare il divieto di ingresso nelle acque territoriali e di attracco al porto della motonave Alex”. 

Ancora: “Tutto ciò si è svolto avendo sempre presente la salvaguardia e l’incolumità delle persone imbarcate e la sicurezza della navigazione che, in questo caso, è apparsa compromessa a causa dell’elevato numero di persone stipate a bordo e in coperta, tali da non consentire ulteriori manovre rispetto a quelle effettuate” prosegue la nota. “Quanto accaduto e l’avvenuto attracco, afferma il ministro, costituiscono i presupposti per l’intervento della magistratura”. 

 

Dal nostro partner www.agi.it

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