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Pasqua, l’agnello sardo vola a prezzi da record ma l’Italia è invasa dai prodotti esteri

di Redazione Cagliari Online
27 Marzo 2021
in sardegna

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Animalisti pronti alla lotta: “Fermiamo la mattanza degli agnelli a Pasqua”

Mentre l’agnello sardo vola nei prezzi a ridosso della Pasqua che lo vede come da tradizione protagonista, l’Italia è invasa da prodotti esteri (55% del totale immesso nel mercato). Lo annuncia il Contas (Consorzio di tutela dell’agnello di Sardegna Igp) nella “Giornata dell’Agnello di Sardegna Igp” nei mercati di Campagna Amica alla presentazione dell’indagine “L’agnello di Pasqua”.

PREZZO. Le quotazioni degli agnelli sardi, nonostante la grave crisi economica e la chiusura dei canali Horeca, hanno superato abbondantemente i 5 euro/kg (pagato al pastore a peso vivo) già a partire dalla seconda settimana di marzo. Ma anche nei mesi di gennaio e febbraio, quando tradizionalmente il prezzo crolla, la media si è tenuta sui 3,4 euro/Kg.

Nell’ultima settimana (19 – 26 marzo) i prezzi dell’agnello sardo Igp pagati all’allevatore oscillano in media fra i 4,70 – 5,30 euro/kg, medie tra le più alte, toccate solo nel pre Covid (2019) e si collocano al vertice in Italia superando le quotazioni degli agnelli da latte delle regioni Lazio e Toscana (principali competitor dell’agnello sardo) che si attestano invece (il 25 marzo), secondo le elaborazioni Contas su rilevazioni Ismea tra i 3 e i 3,05 euro/kg (peso vivo).

“La programmazione messa in campo negli ultimi anni come Consorzio sta cominciando a portare i primi frutti – afferma il presidente del Contas Battista Cualbu -. Abbiamo e stiamo lavorando sull’allargamento del mercato e contemporaneamente su un prodotto che conservando le stesse caratteristiche abbia una shelf life più lunga. Stiamo proponendo sul mercato con i trasformatori, anche nuovi e più piccoli tagli che da una parte valorizzino tutta la carcassa e dall’altra rispondano alle nuove esigenze del mercato. E questo ci consente anche, insieme ad altri progetti che abbiamo in cantiere, di destagionalizzare la presenza dell’agnello sul mercato che per tradizione si concentra in inverno e inizio primavera. Inoltre grazie anche all’ultimo accordo che abbiamo sottoscritto nelle scorse settimane con la Gdo, adesso il marchio dell’agnello di Sardegna Igp è presente sul 90% delle più importanti insegne nazionali”.

PASQUA. Il mercato pasquale rappresenta circa il 20% delle vendite annuali dell’agnello di Sardegna Igp. Vengono macellati in questo periodo 130 mila capi che rappresentano il 50% del totale delle carni di agnello made in Italy (relativamente al periodo pasquale), che arriva al 60% con i 35mila sardi non marchiati Igp.

Relativamente alle Igp (in Italia oltre all’agnello di Sardegna ci sono anche l’Abbacchio romano Igp e l’Agnello del Centro Italia Igp), nell’intera annata, quello sardo rappresenta l’80% del prodotto certificato con 755mila capi, contro i 60mila dell’agnello del centro Italia Igp e i 100mila dell’Abbacchio romano Igp.

IMPORTAZIONI. Per Pasqua in Italia vengono venduti circa 550 mila agnelli il 55% dei quali è di origine estera con provenienza Romena, Ungherese, Spagnola, Greca e Slovacca.

In Umbria e Lazio il 60% delle macellazioni di agnelli, nelle tre settimane che precedono la Pasqua, sono di origine estera. Da qui vengono distribuiti in tutta Italia con prezzi molto concorrenziali (anche di – 40%) rispetto al prodotto made in Italy. Sono agnelli già svezzati che percorrono migliaia di km, spesso ammassati e senza alcun rispetto del benessere animale (come quelli provenienti dall’Ungheria direzione Puglia fermati questa settimana dalla Polizia). E nonostante la loro mole, in alcuni casi finiscono sui banchi frigo come agnelli da latte.

“I nostri controlli sono molto stringenti – assicura il direttore del Contas Alessandro Mazzette – anche perché l’eventualità che si verifichino contraffazioni aumenta esponenzialmente in questo periodo, visti i margini di guadagno che lo scambio di nazionalità può produrre”.

Da questi controlli è emerso (e segnalato alle autorità competenti) che, in particolare in alcuni siti di e-commerce di qualche importante catena di distribuzione, le indicazioni di origine sono ambigue e inducono facilmente il consumatore all’errore. In un sito internet di e-commerce, nella categoria nato, allevato e macellato sono indicati contemporaneamente 10 Paesi diversi.

“È fondamentale prestare la massima attenzione al momento dell’acquisto – è il consiglio di Alessandro Mazzette ai consumatori -, sia nella lettura dell’etichetta ma anche alla grandezza della carcassa”.

Tags: agnelliSardegna
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