La polemica sui contenuti pubblicati sui social dal consigliere comunale di minoranza Roberto Matta, esponente di Turismo e progresso, nei confronti dell’assessora di Quartu Monica Sotgiu approda al centro del dibattito politico cittadino. A prendere posizione sono nove esponenti della maggioranza, tra assessore e consigliere comunali, che in una nota esprimono “indignazione, dispiacere e preoccupazione” per quelli che definiscono comportamenti sessisti e svalutanti nei confronti dell’esponente della Giunta.
Al centro della vicenda ci sono due contenuti pubblicati su Facebook. Il primo è una vignetta satirica sulla maggioranza comunale, nella quale Sotgiu viene indicata come “la stagista”. Il secondo è un video relativo al cosiddetto “Var” consiliare, con un fermo immagine tratto da un intervento dell’assessora in aula che ne inquadra esclusivamente il petto. Episodi che hanno suscitato contestazioni anche durante una seduta del Consiglio comunale nell’ex Convento dei Cappuccini, quando il consigliere di maggioranza Stefano Busonera ha parlato di un “atteggiamento sessista”.
Nel comunicato, le nove firmatarie sottolineano come la rappresentazione dell’assessora e la diffusione dell’immagine, insieme ai commenti comparsi sui social, costituiscano una svalutazione della persona e del ruolo istituzionale. Le critiche riguardano anche le reazioni a commenti rivolti ad altre donne impegnate in politica, definite “Olgettine”. “È sconcertante che un rappresentante dei cittadini utilizzi i social per veicolare stereotipi sessisti che oggettificano la figura femminile”, si legge nella nota. “Tutto questo non ha nulla a che fare con la satira né con la politica: è una forma intollerabile di sessismo e una triste svalutazione che ferisce la dignità personale e impoverisce il confronto pubblico”.
Le rappresentanti della maggioranza esprimono quindi piena solidarietà a Sotgiu e chiedono a Matta di riconoscere l’errore e rivolgere scuse formali all’assessora e alla comunità. “Chi rappresenta le istituzioni ha il dovere di essere un esempio di rispetto, parità e rifiuto di ogni linguaggio sessista”, affermano, richiamando la responsabilità degli amministratori anche al di fuori delle sedi istituzionali e la necessità di offrire un esempio alle giovani generazioni.
Matta ha respinto le accuse di misoginia, sostenendo che il fermo immagine sia stato pubblicato per un errore tecnico e definendo grottesco trasformare l’episodio in un caso politico e ha dichiarato di aver chiarito la propria posizione in consiglio, rivolgendo le sue scuse all’assessora. Che invece sostiene di non aver ricevuto scuse pubbliche a due giorni dalla seduta consiliare.
A firmare la nota di solidarietà sono Valeria Piras, Elisa Usalla, Romina Angius, Cinzia Carta, Marina Del Zompo, Barbara Cadoni, Romina Mura, Marcella Marini e Rossana Perra. “Le istituzioni meritano rispetto. Le donne meritano rispetto”, concludono, auspicando un confronto politico anche acceso, ma rispettoso della dignità delle persone e del ruolo pubblico di chi amministra la città.













