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Renzi a Cagliari per l’ultima volata del terzo Polo: poca Sardegna, obiettivo doppia cifra

di Sara Panarelli
19 Settembre 2022
in cagliari, zapertura1

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Renzi a Cagliari per l’ultima volata del terzo Polo: poca Sardegna, obiettivo doppia cifra

Quattro tappe in mezza Italia in una manciata di ore di una domenica dove, dice scaldando subito la platea, “la gente normale qui a Cagliari, alle 4 di pomeriggio, se ne va al mare”. Matteo Renzi ne ha per tutti, nel discorso dal palco di Teatro Doglio dove l’accoglienza da star, ma anche le luci e l’ambiente e un breve firmacopie del suo libro prima di cominciare a parlare, riportano al clima elettorale degli eventi a stelle e strisce.

Fedele al suo look di sempre, abito blu scuro e camicia bianca, Renzi risponde subito a Conte che sì, ci andrà a Palermo a parlare di reddito di cittadinanza e che quello che ha detto Conte “che ha la scorta tripla rispetto alla mia” è una minaccia mafiosa. Poca Sardegna, giusto qualche accenno all’agroalimentare e alle spiagge e alle industrie “ormai poche”, tanta voglia di segnare le distanze con gli avversari. Iniziando dagli obiettivi: “Puntiamo almeno alla doppia cifra, manca pochissimo fra raggiungere un risultato buono e uno ottimo. Questi ultimi giorni sono fondamentali per convincere la pattuglia degli indecisi, che è molto più grande rispetto alle altre volte”.

Una stoccata alla Meloni (“Il suo vero problema sono quei due che si porta dietro”), un’altra a Salvini (“non gli perdonerò mai il fatto di avermi costretto a fare un governo con i Cinquestelle pur di mandare a casa lui che, in mutande e con un mojito in mano, chiedeva pieni poteri”), uno più forte a Di Maio (“Luigi Di Maio, avete presente il ministro degli Esteri, è la dimostrazione di come la politica è cambiata. L’altro giorno in una pizzeria, sulle note di Dirty Dancing, e ci ha rovinato per sempre anche un film che era un caposaldo della nostra giovinezza, si è fatto prendere in braccio simulando un volo, forse per iniziare ad abituarsi a volare senza aerei di Stato”), accusato di aver screditato l’autorevolezza e la credibilità della politica. Ma è con Letta che Renzi affonda il colpo, forte e spietato, riesumando la celeberrima scena della campanella e scaricandogli contro un bazooka di accuse: la prima, di aver stravolto il Pd “che non è più il nostro Pd”. “Vi ricordate la cerimonia del passaggio di consegne con Letta, quella sobria cerimonia in cui è emerso tutto il suo rancore? Con quel rancore, con quel risentimento personale Letta ha sporcato la cerimonia e la democrazia, perché in quella campanella c’è il bilancio dello Stato, c’è la sua storia”. E ancora: “Noi stiamo con Macròn, il centrodestra con Orban, il Pd ancora non lo sa. Con chi sta il Pd? Non si sa, per ora segue tutto quello che fanno i 5 Stelle. E’ come quando uno entra in farmacia, chiede un farmaco e il farmacista non ce l’ha e ti propone l’equivalente farmaco generico: ecco, in questo momento il Pd è il generico dei 5 Stelle”.

 

Renzi parla dell’alleanza con Calenda (“Nella coppia, fra i due, lui è il moderato, pensate un po’” e racconta di aver fatto volentieri un passo indietro per lasciare a Calenda la guida della coalizione (“se non l’avessi fatto, non saremmo mai partiti”).

 

E poi il tormentone Draghi. L’unico, secondo Renzi, capace di guidare il Paese in questo momento. E a quello, ha detto, punta il terzo polo. “Draghi ha detto di no a un giornalista, e cosa doveva dire di si? Per me l’importante è che dica di sì a Mattarella quando lo chiamerà, cosa che ha già fatto, grazie a noi. E grazie a noi l’Italia è riuscita a riacquistare credibilità e vincere la battaglia sui vaccini”.

 

 

Infine, il reddito di cittadinanza.  “Ai nostri ragazzi voglio dirlo con chiarezza. Ragazzi, non vi fate fregare con il reddito di cittadinanza, perché la povertà non si abolisce con un decreto ma pagando meglio il lavoro. Con il reddito di cittadinanza vi trasformano in sudditi e schiavi di un sistema clientelare. Ma come si fa a uscire dalla povertà con 500 euro? Bisogna pagare meglio il lavoro, alzare obiettivi e ambizioni”.

 

 

Tags: Cagliarirenzi
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