Pier Gimmy Onnis, Antonio Murru e Claudio Murru sono tra gli imputati al centro dell’inchiesta della Procura di Cagliari sulla gestione del servizio 118 in Sardegna. A vario titolo, sono contestate ipotesi di truffa e frode nell’adempimento degli obblighi contrattuali nei rapporti con Ats e Areus. Secondo l’accusa, avrebbero rappresentato falsamente il possesso dei requisiti necessari per ottenere l’affidamento diretto del servizio, per poi sub-affidarne l’esecuzione ad altri soggetti, con condotte che avrebbero potuto esporre i pazienti a condizioni di potenziale pericolo.
Per Onnis, nella sua qualità di rappresentante legale dell’associazione Volontari Soccorso Sardegna, la Procura contesta una presunta truffa ai danni di Ats e Areus quantificata in 3,86 milioni di euro. Secondo l’accusa, Onnis avrebbe costituito la Opg Srl, di cui era amministratore e socio unico, demandandole l’esecuzione del servizio 118 nelle postazioni affidate in convenzione all’associazione.
La società, secondo la ricostruzione accusatoria, sarebbe stata estranea al rapporto convenzionale con gli enti pubblici e non avrebbe avuto il riconoscimento richiesto per svolgere il servizio in luogo dell’associazione. Onnis avrebbe inoltre attestato nei rendiconti il possesso dei requisiti previsti dalle convenzioni, tra cui la natura non lucrativa dell’attività e il prevalente impiego di personale volontario.
A Onnis viene contestata anche la frode nell’adempimento delle convenzioni: secondo la Procura, avrebbe rappresentato falsamente ad Ats e Areus il possesso di mezzi, attrezzature, personale e certificazioni necessari per il servizio, che sarebbe stato poi affidato alla Opg Srl.
Per Antonio Murru, legale rappresentante della Nuova Cagliari Soccorso società cooperativa sociale, la Procura contesta una presunta truffa quantificata in 1,67 milioni di euro. Secondo l’accusa, Murru avrebbe demandato a terzi l’esecuzione del servizio, occultando le inadempienze contrattuali attraverso false attestazioni e rendicontazioni, inducendo Ats e Areus a corrispondere le somme previste dalle convenzioni.
A Murru viene contestata anche la frode nell’adempimento degli obblighi contrattuali. Secondo la Procura, avrebbe rappresentato falsamente il possesso da parte della cooperativa dei requisiti quantitativi e qualitativi necessari per l’affidamento diretto del 118, per poi sub-affidare il servizio a soggetti terzi.
Nell’inchiesta è coinvolta anche la dirigente regionale Maria Carla Savarino, accusata, insieme a Claudio Cugusi, di avere contribuito, secondo la Procura, a un sistema di artifici e raggiri che avrebbe indotto in errore prima Ats e poi Areus sull’effettiva organizzazione dei soggetti impegnati nel servizio 118. Per gli inquirenti, la vicenda sarebbe stata collegata anche alla costituzione e all’operatività del cosiddetto Gruppo Sardegna Soccorso.
Nel complesso, i profitti ritenuti ingiusti dalla Procura nelle contestazioni a Onnis e Antonio Murru superano i 5,5 milioni di euro. Le accuse si inseriscono in un’indagine più ampia che coinvolge anche Claudio Murru e Claudio Cugusi e riguarda presunti affidamenti irregolari delle postazioni del 118 attraverso una rete di associazioni e cooperative. “Presto o tardi verrà fatta giustizia, ho la coscienza pulita”, ha commentato Cugusi.
La Guardia di Finanza ha notificato nei giorni scorsi l’avviso di conclusione delle indagini. Gli indagati potranno ora presentare memorie difensive o chiedere di essere interrogati; successivamente il pm dovrà valutare l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Le accuse formulate dalla Procura dovranno essere accertate in sede giudiziaria.












