Un cinquantunenne di Cuneo scopre il tesoro durante le operazioni di inventario, mentre si occupava della successione dello zio materno, deceduto celibe senza figli. Dopo essersi recato nell’istituto bancario, dove il parente custodiva una cassetta di sicurezza, con grande sorpresa scopre al suo interno banconote in lire di diverso taglio, per un valore superiore ai due miliardi. Le procedure richiedono, altresì, la redazione di un inventario analitico per separare le banconote da eventuali monete, certificati di deposito e titoli di Stato, verificandone contemporaneamente l’autenticità.
Il valore corrispondente in euro ammonterebbe ad oltre un milione, però l’ingente somma non può essere convertita, vista la legislazione vigente. L’istituto di credito, su richiesta dell’erede, ha rimandato la questione alla Banca d’Italia. Una vera beffa in quanto la somma rischia di avere solamente un valore numismatico. Dopo la cessazione del loro corso legale, le lire furono convertite in euro per altri dieci anni. Secondo la Banca d’Italia, il cambio non sarebbe più possibile, salvo in casi molto particolari. Sarebbe necessario poter dimostrare di aver presentato una richiesta di conversione o atti interruttivi della prescrizione, da parte dello zio o dagli eredi, tra il 2002 e il 2012.
L’erede non si sarebbe dato per vinto e si sarebbe rivolto ad un’Associazione esperta in materia, la quale starebbe valutando di poter adire anche a percorsi legali tali da consentire all’interessato di poter ottenere la conversione delle lire in euro.












