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Scuole a settembre, è polemica: “No a classi pollaio e ingabbiamento nel plexiglass”

di Valeria Putzolu
7 Giugno 2020
in sardegna, zapertura

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Scuole a settembre, è polemica: “No a classi pollaio e ingabbiamento nel plexiglass”
Non si placano le polemiche riguardo le possibili direttive ministeriali per il rientro degli alunni a scuola a settembre. 
“No alle classi-pollaio e all’ingabbiamento dei nostri bambini nei recinti di plexiglass” è la richiesta dell’Associazione dei comuni della Sardegna al Comitato Tecnico Scientifico e al Governo, che ha scritto alla Ministra dell’istruzione Lucia Azzolina sulle ipotesi di riapertura a settembre delle scuole. Un forte disagio e tante perplessità nell’immaginare una scuola totalmente diversa da quella conosciuta e vissuta sino a marzo dagli scolari, insegnanti e genitori. Per Anci Sardegna “occorre riaprire le scuole chiuse, investire in personale fortemente motivato a fare scuola anche in ambito rurale, smetterla con la solita logica numerica” . 
“Sono completamente d’accordo con l’Anci – spiega Cristiano Meloni di Monserrato, coordinatore e genitore – la cosa più preoccupante è che abbiamo avuto mesi per preparare soluzioni più logiche, recuperare strutture più ampie dove poter garantire in totale sicurezza la presenza in classe. Se la ministra ci imporrà questa modalità, quando pensiamo di preparare i bambini ad affrontare questo stravolgimento della quotidianità”? 
” Tutti i genitori si stanno chiedendo ormai da più di quattro mesi – commenta Carlo Mascia, educatore residente a Cagliari – quando sarà data un’indicazione chiara. 
Nel frattempo, i dati sanitari sul Covid-19 sono ben diversi da quando questi documenti sono stati redatti e quindi si rischia di parlare di una realtà che è parte di un capitolo ormai passato o comunque in fase di esaurimento. 
Il mio pensiero è che per le persone in età scolare e con disabilità, sia la mascherina che il distanziamento rigido e costrittivo anche con il plexiglass rappresentano una vera e propria crudeltà nei loro confronti già fortemente segnati dall’esclusione dai loro compagni e dalle istituzioni educative, che non ha pari nel resto né dell’Europa né del mondo. 
È davvero imbarazzante vedere che in nessun paese europeo sono stati riaperti i bar prima delle scuole come invece è successo in Italia. 
Penso che con i giusti principi di igienizzazione e di verifica delle condizioni di salute, si possa consentire ai bambini di tornare nei centri estivi e nelle scuole in maniera adeguata ai loro bisogni  senza costrizioni che renderebbero difficili queste riaperture. 
Tengo a precisare inoltre che nei tanti Comitati Tecnici del Governo la presenza di esperti infantili e di disabilità, specie di area educativa, sia praticamente assente o irrilevante”. 
“Riguardo tutto quello che avverrà a settembre noi insegnanti abbiamo due piani di intervento – spiega invece Caterina Argiolas, consigliera comunale di Monserrato e insegnante – il primo è quello politico dove diciamo quello che pensiamo e facciamo le nostre lotte. Il secondo è quello che mettiamo in atto in classe con i ragazzi che è di assoluta resilienza cioè qualsiasi cosa succeda, che non dipende dalla nostra volontà, va affrontata con determinazione, coraggio e creatività. A settembre noi insegnanti saremo pronti a essere resilienti e a combattere per quelle che sono le nostre specificità, in quello in cui crediamo, quindi in una scuola fatta su misura di bambino e perché ci siano tutte le condizioni per l’apprendimento e in una scuola che rispetti di più anche la classe docente, che come ha dimostrato in questi mesi di pandemia, non si è mai tirata indietro a discapito di tutto e di tutti. Noi insegnanti siamo preparati perché tutto quello che avverrà sarà un’occasione per dimostrare la capacità di adattamento che i bambini hanno naturalmente, trovando all’interno delle situazioni, quali che siano, sempre la migliore strada di appoggio della formazione, educazione e crescita”. 
Tags: Sardegna
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