Spaccio a Palazzo Gariazzo, otto condanne a Cagliari: 27 anni di carcere per Sanna, pene fino a 14 anni
Si chiude con otto condanne il procedimento nato dall’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sul traffico di droga nel palazzo diventato una delle principali piazze di spaccio del quartiere. Agli altri imputati inflitte pene comprese tra i 6 e i 14 anni.
Otto condanne e complessivamente pesanti pene detentive per il giro di droga che, secondo l’accusa, aveva trasformato Palazzo Gariazzo in una vera e propria piazza dello spaccio. Si è concluso con le decisioni del Tribunale il procedimento nato dall’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, che aveva ricostruito l’organizzazione e il funzionamento di un’attività di vendita di stupefacenti all’interno dello stabile.
Come riporta L’Unione Sarda, la pena più alta è stata inflitta a Umberto Sanna, condannato a 27 anni di carcere. Per lui l’accusa aveva chiesto una condanna a 30 anni di reclusione.
Le altre sette condanne prevedono pene comprese tra i 6 e i 14 anni. In particolare, dopo la condanna di Sanna, sono stati inflitti 14 anni a ciascuno di Pier Giorgio Mura, Luigi Mura e Riccardo Meli. Otto anni e 35mila euro di multa per Angelo Biasoli. Sette anni e 30mila euro di multa per Giovanni Cau, 6 anni per Mario Bruno Sebastiano Zanda.
Il procedimento riguarda l’inchiesta denominata «Dama», condotta dai carabinieri del Ros: 33 misure cautelari, di cui 8 in carcere, 10 ai domiciliari e 5 obblighi di firma. Secondo la ricostruzione investigativa, all’interno del palazzo era stata organizzata un’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, con un sistema di controllo del quartiere e una rete di spaccio capace di gestire un’attività continuativa.
A coordinare le indagini della Dda era stata la sostituta procuratrice Rossana Allieri, mentre davanti al Tribunale la pubblica accusa è stata sostenuta dal pubblico ministero Efisio Mura. Le indagini avevano documentato un’organizzazione strutturata, con ruoli e orari precisi, capace di garantire la vendita della droga e di controllare gli accessi allo stabile. Un sistema che, secondo l’accusa, aveva trasformato Palazzo Gariazzo in un punto di riferimento per il mercato degli stupefacenti.
Le difese hanno già annunciato ricorso in Appello. Tutte le difese hanno contestato anche il reato associativo e annunciato il ricorso alla Corte d’Appello. Alcuni imputati erano assistiti dagli avvocati Francesco Marongiu, Herika Dessì, Emanuela Marotta, Riccardo Floris, Francesco Pollini, Roberta Cannas, Emanuele Pizzocche, Marco Lisu, Nicola Angioni, Dionigi Porcu, Cosimo e Antonio Ordile.
La sentenza rappresenta un passaggio importante nell’inchiesta su una delle realtà di spaccio finite sotto la lente della Direzione distrettuale antimafia.












