Nuovo capitolo nella partita sul futuro stadio di Cagliari. Dopo l’approvazione della variazione di bilancio che prevede lo stanziamento di ulteriori 6,4 milioni di euro, esplode il confronto politico tra maggioranza e opposizione sul crescente impegno economico del Comune per la realizzazione dell’impianto di Sant’Elia. Le nuove risorse, inserite tra gli accantonamenti destinati a coprire eventuali aumenti dei costi durante l’esecuzione dei lavori, fanno salire il contributo complessivo dell’amministrazione comunale. La cifra si aggiunge ai 10 milioni già previsti per la demolizione del vecchio stadio, mentre restano confermati i 50 milioni stanziati dalla Regione.
Per il sindaco Massimo Zedda non si tratta di nuovi fondi destinati direttamente all’opera, ma di una riserva tecnica obbligatoria prevista dalla normativa sugli appalti pubblici. L’accantonamento, pari al 5% del valore dei lavori, servirebbe a fronteggiare eventuali aumenti eccezionali del costo delle materie prime o altri imprevisti. Se tali somme non dovessero essere utilizzate, ha chiarito il primo cittadino, torneranno nella disponibilità del bilancio comunale.
Di diverso avviso il consigliere comunale di Civica 2024, Giuseppe Farris, che parla di una scelta esclusivamente politica e non di un obbligo di legge. Secondo l’esponente dell’opposizione, la bozza di convenzione trasferirebbe sul Comune rischi che dovrebbero invece rimanere a carico del soggetto privato incaricato della realizzazione dello stadio. Per Farris, infatti, nelle concessioni non esiste alcun automatismo che imponga all’ente pubblico di coprire gli extracosti dell’opera. L’eventuale revisione del piano economico-finanziario, sostiene, dovrebbe scattare solo in presenza di eventi davvero straordinari e imprevedibili, tali da alterare l’equilibrio della concessione.
Il sindaco replica che la norma introdotta dopo gli effetti economici della pandemia prevede proprio un fondo destinato agli eventi imprevedibili, come gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali, e che il Comune si è limitato ad applicare quanto stabilito dalla legge.
Lo scontro si concentra quindi sulla natura di quei 6,4 milioni: per la maggioranza rappresentano un accantonamento prudenziale che potrebbe non essere mai utilizzato; per l’opposizione sono invece un ulteriore contributo pubblico a favore di un progetto che, secondo Farris, dovrebbe essere sostenuto principalmente dal concessionario privato.
La discussione sul nuovo stadio, dunque, si riaccende ancora una volta sul fronte delle risorse economiche, con il dibattito destinato a proseguire anche nelle prossime fasi dell’iter amministrativo.










