Non si placa il botta e risposta sulla TARI tra l’assessora comunale all’Ambiente Luisa Giua Marassi e il consigliere di opposizione Giuseppe Farris (Civica 2024). Dopo le critiche mosse dal consigliere al Piano economico finanziario e alle nuove tariffe, l’assessora aveva replicato difendendo l’operato della Giunta, rivendicando la riduzione della tassa per il secondo anno consecutivo e accusando Farris di aver preferito la polemica politica al confronto nelle sedi istituzionali.
Marassi aveva inoltre sottolineato che il consigliere era assente sia durante i lavori delle commissioni competenti sia nella seduta del Consiglio comunale dedicata all’approvazione della TARI, sostenendo che avrebbe potuto esporre in quelle occasioni le proprie osservazioni. L’assessora aveva anche contestato i toni utilizzati dall’esponente dell’opposizione, affermando che il dibattito politico dovrebbe svolgersi nel rispetto reciproco e senza ricorrere ad attacchi personali o a espressioni ritenute offensive.
La replica di Farris non si è fatta attendere. “Prendo atto che, anziché rispondere nel merito delle mie contestazioni, indossa i panni fuorvianti della vittima, confondendo l’ironia, che può anche risultare fastidiosa, con inesistenti offese personali o, addirittura, attacchi di genere”, scrive il consigliere.
Entrando nel merito, Farris sostiene che l’assessora abbia lasciato senza risposta quelli che definisce i dati centrali della vicenda. Il primo riguarda il costo del servizio di igiene urbana, che, secondo il consigliere, è aumentato di 720 mila euro rispetto allo scorso anno, pari all’1,7%, “il massimo consentito da ARERA”.
Il secondo punto riguarda il costo del servizio in rapporto ai rifiuti raccolti. Farris afferma che “a Cagliari per un chilogrammo di rifiuti si pagano 76,63 euro, mentre la media nazionale è di circa 45 euro” e sostiene che il fabbisogno standard del capoluogo, calcolato secondo i parametri fissati da ARERA, sarebbe inferiore del 55%, dato che per il consigliere rappresenterebbe “il fallimento delle politiche dell’amministrazione”.
Il consigliere punta poi il dito contro l’evasione della TARI. “Attualmente supera i 10 milioni di euro, pari a un quinto del costo complessivo del servizio, e la stessa amministrazione stima che nel 2026 e nel 2027 possa salire fino a 12 milioni”, scrive, concludendo che tutto questo avviene “mentre la città è semplicemente lurida”.
Infine Farris risponde anche alle osservazioni sulle sue assenze. Precisa di non far parte delle Commissioni Ecologia Urbana e Bilancio e spiega che la sua assenza al Consiglio comunale del 21 luglio, “la prima dell’anno”, era dovuta alla partecipazione, a Roma, alla discussione della tesi di laurea del figlio. “Vale come giustificazione anche se non ho postato foto sui social?”, conclude con una stoccata rivolta all’assessora.
Lo scontro sulla TARI, dopo l’approvazione del nuovo Piano economico finanziario, resta quindi aperto e continua ad alimentare il confronto politico tra maggioranza e opposizione, con al centro i costi del servizio, il livello di evasione e lo stato del decoro urbano in città.











