Una bimba etrusca a Nora 2.650 anni fa
Si è tenuto ieri il primo dei quattro appuntamenti di “Storie d’Ateneo”, inserito nella rassegna PulArchàios, dedicati alle Università impegnate nella ricerca archeologica nel nostro territorio.
L’Università di Padova ha aperto il ciclo presentando i risultati degli studi sulla necropoli punica e, in particolare, sulla Tomba 62 (risalente al 650-625 a.C.). La sepoltura ha restituito i resti incineriti di una giovane fanciulla — oggi esposti al Museo — che le analisi bioarcheologiche e antropologiche sugli isotopi di ossa e denti confermano arrivare con certezza dall’Etruria.
Una scoperta di altissimo valore scientifico: dimostra come già 2.650 anni fa la nostra antica Nora fosse un centro nevralgico nel Mediterraneo, inserito in una rete di intensi scambi commerciali e culturali nel Tirreno che portarono in città non solo materiali, ma anche persone dalla civiltà etrusca.
Grazie a tutti i cittadini e ai visitatori che anche ieri hanno riempito la sala, dimostrando un grande amore per la nostra storia












