Mobilità a Cagliari, semaforo incomprensibile in viale Diaz: Piccoi attacca la gestione del traffico
Il consigliere Raffaele Piccoi ha già sollevato la questione per ben due volte in Consiglio comunale, con interventi rivolti all’assessore competente e al sindaco, ma a distanza di mesi il semaforo è ancora acceso.
La mobilità torna al centro delle polemiche a Cagliari. Stavolta a segnalare un’anomalia è il consigliere comunale dei Riformatori Massimiliano Piccoi, che punta i riflettori su un semaforo in viale Diaz, in direzione Poetto, davanti all’ex palazzo Cariplo. Piccoi rileva che l’impianto semaforico è acceso da mesi nonostante la configurazione della viabilità sia profondamente cambiata a causa dei lavori per la Metro. La carreggiata interessata dai lavori, infatti, non consente alle auto di arrivare da via Sonnino né di immettersi dal senso opposto di viale Diaz. Si tratta di un senso unico con svolta opzionale a destra.
A rendere ancora più difficile da comprendere l’utilità del semaforo, evidenzia il consigliere, sarebbe l’assenza di un attraversamento pedonale in quel punto: «Ne è presente uno, dedicato e segnalato, 40 metri prima».
Il problema, però, non sarebbe soltanto quello di un impianto ritenuto inutile. Piccoi segnala infatti che il semaforo rischia di creare ripercussioni sulla circolazione soprattutto nelle giornate estive, quando il traffico verso il Poetto aumenta sensibilmente.
«Se c’è traffico, e diciamo che in estate in direzione Poetto tende ad essercene, si intasa una delle poche scelte sensate fatte, ossia la rotonda del palazzo Enel, che sta 150 metri prima», denuncia.
Il consigliere evidenzia di aver già sollevato la questione in Consiglio comunale, con due interventi sull’ordine dei lavori effettuati a distanza di un mese, rivolgendosi all’assessore competente ma soprattutto al sindaco. L’obiettivo era ottenere una soluzione rapida a una situazione che riteneva talmente semplice da non richiedere nemmeno un’interrogazione formale.
«Oggi è ancora così ed è onestamente inspiegabile», scrive Piccoi.
Da qui la provocazione finale sulla gestione della mobilità cittadina: «Basterebbe schiacciare un tasto e spegnerlo, non servono trasportisti di fama internazionale».
Infine una considerazione più generale sul modo in cui viene amministrata la viabilità: «Se la città non la si vive, non la si gira, non la si respira, è tosta comprenderne le dinamiche su un pezzo di carta».
Una critica che riporta dunque al centro il tema della gestione quotidiana del traffico di Cagliari, proprio nei giorni in cui la viabilità verso il Poetto è sottoposta a una pressione particolarmente intensa.













