“Mentre al Businco restano inattivi ben 28 posti letto a causa della drammatica carenza di personale, al San Michele i reparti sono letteralmente al collasso. L’esempio più plastico di questo disastro è l’Ortopedia: oltre ai malati sistemati in appoggio in altri settori, ci vengono segnalate degenze improprie allestite nelle medicherie e persino in sala gessi. L’inevitabile conseguenza? Liste operatorie interminabili e tempi d’attesa sempre più lunghi per i cittadini. Il tutto accade nell’ARNAS Brotzu, il polo sanitario più importante della Sardegna, la cui tenuta è fondamentale per l’intero sistema isolano. Parallelamente, resta nel limbo l’apertura delle nuove sale operatorie del Businco, trasferite ormai da oltre un anno e mezzo al San Michele senza che se ne conosca l’effettivo destino. La Regione intervenga senza indugio: serve un tavolo di crisi immediato.”
La denuncia porta la firma di Gianfranco Angioni, Referente Regionale USB PI Sanità, che accende i riflettori su un paradosso gestionale non più tollerabile e rende merito al grande senso di responsabilità dei lavoratori:
“È encomiabile lo sforzo e il supporto continuo che i nostri professionisti garantiscono quotidianamente, estendendo la propria attività anche ad altri ospedali della rete regionale per evitare il totale blocco dell’assistenza. Tuttavia, questo spirito di sacrificio non può diventare la pezza a colori delle gravi responsabilità regionali che stanno portando il personale al burnout.”
Un corto circuito organizzativo che da una parte mortifica il diritto alla cura dei pazienti — costretti a degenze di fortuna e a snervanti attese prima di finire sotto i ferri — e dall’altra scarica un peso insostenibile sulle spalle degli operatori.
Accanto all’emergenza logistica e assistenziale, l’Organizzazione Sindacale apre frontalmente la partita delle tutele e della sicurezza sui luoghi di lavoro:
“Unitamente al nostro RLS,”incalza il referente regionale dell’USB Sanità, “avvieremo un’attenta verifica sulla classificazione del personale esposto al rischio radiologico opetsnte all ‘interno delle sale operatorie. Vogliamo accertare il rigoroso rispetto delle normative vigenti: non vorremmo infatti riscontrare anomalie o mancati inquadramenti in materia di radioprotezione, con la conseguente privazione della dovuta sorveglianza sanitaria e del diritto alle ferie radiologiche. Su sicurezza e diritti non faremo sconti a nessuno.”
Di fronte a un sistema che affonda tra reparti saturi e risorse bloccate nell’azienda ospedaliera di rilievo nazionale della Sardegna, l’USB PI Sanità chiede un cambio di passo immediato alla politica regionale. In assenza di una convocazione urgente del tavolo di crisi, la mobilitazione del settore sarà totale.












