Autunno in Barbagia taglia il traguardo della venticinquesima edizione e si prepara a riportare migliaia di visitatori nei paesi dell’entroterra sardo. Da settembre a dicembre saranno 32 gli appuntamenti in calendario, distribuiti in 31 comuni, in un’edizione che celebra anche i 30 anni di Cortes Apertas, il progetto da cui tutto ebbe origine e che ha trasformato i borghi barbaricini in luoghi di incontro, cultura e tradizione.
L’evento continuerà a puntare sulla valorizzazione delle produzioni enogastronomiche, dell’artigianato e del patrimonio culturale dei territori interni, con una novità pensata per coinvolgere ancora di più i visitatori: in ogni tappa saranno allestiti spazi dedicati alle dimostrazioni dal vivo delle lavorazioni artigianali tipiche. Un’iniziativa che punta a preservare antichi mestieri sempre più rari, trasmessi da un numero di artigiani in costante diminuzione.
Tra le novità del 2026 ci sarà anche uno spazio dedicato all’Einstein Telescope. In ogni comune saranno presenti divulgatori scientifici che illustreranno ai visitatori il progetto del grande osservatorio sotterraneo candidato a sorgere in Sardegna.
I numeri della manifestazione confermano il peso dell’iniziativa per l’economia dell’isola. Ogni anno Autunno in Barbagia richiama tra le 450mila e le 500mila presenze, coinvolge circa 2.500 imprese e genera un indotto economico stimato tra gli 11 e i 12 milioni di euro, con ricadute dirette sulle attività locali.
A sostenere la manifestazione è anche la Regione Sardegna, che ha destinato 2 milioni di euro alle tre Camere di Commercio per promuovere il turismo nei territori dell’interno e favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici.
L’obiettivo resta quello di far conoscere una Sardegna diversa da quella balneare, valorizzando i piccoli centri e contribuendo a distribuire le presenze turistiche anche nei mesi autunnali e invernali, con benefici per le comunità locali e per l’intero comparto turistico regionale.
Foto dal video di Gianni Atzeni












