Un tempestivo intervento di soccorso coordinato dalla Sala Operativa dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Carloforte ha consentito, nella giornata odierna, di prestare assistenza a un’imbarcazione da diporto in difficoltà nelle acque antistanti la località “porto Suciao” , sull’isola di Sant’Antioco, con sette persone a bordo, tra cui tre minori.
L’allarme è giunto alla Sala Operativa della Guardia Costiera di Carloforte alle ore 14:29, attraverso il Numero Unico di Emergenza NUE 112.
Ricevuta la richiesta di assistenza, la Sala Operativa attivava immediatamente il dispositivo di soccorso, disponendo l’intervento della motovedetta CP 869, che mollava gli ormeggi alle ore 14:31 per dirigersi verso la posizione segnalata.
Nel corso delle comunicazioni con la Sala Operativa, il conduttore dell’unità riferiva che il motore era in avaria e che, a causa delle condizioni meteomarine avverse, non riusciva a mantenere il controllo dell’imbarcazione. Il segnalante, particolarmente agitato per la situazione, manifestava il timore di essere trascinato verso la costa e di finire contro gli scogli, rendendo necessario un intervento tempestivo da parte dei soccorritori.
Particolarmente importante si è rivelato, sin dalle prime fasi dell’emergenza, il costante contatto telefonico tra la Sala Operativa e le persone a bordo. L’operatore di guardia, mantenendo un collegamento continuo con il segnalante, provvedeva a tranquillizzare gli occupanti, invitandoli a mantenere la calma e fornendo loro aggiornamenti costanti circa la posizione e l’avvicinamento dell’unità di soccorso. Tale attività ha consentito di mantenere un contatto diretto con le persone in difficoltà e di accompagnarle, sotto il profilo operativo e psicologico, fino all’arrivo della motovedetta.
Alle ore 15:02, la CP 869 raggiungeva l’imbarcazione in difficoltà e prestava immediatamente assistenza, verificando le condizioni delle persone presenti a bordo e la situazione dell’unità.
Una volta assicurate le necessarie condizioni di sicurezza, l’imbarcazione veniva scortata dall’unità S.A.R. fino al porto di Calasetta, dove poteva raggiungere la banchina in sicurezza, senza ulteriori conseguenze per le persone coinvolte.












