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Blitz della Forestale a Santa Gilla: sequestrata l’area della sponda Est, una mega discarica con appoggi alla pesca abusiva

di Jacopo Norfo
13 Ottobre 2020
in cagliari, zapertura1

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Blitz della Forestale a Santa Gilla: sequestrata l’area della sponda Est, una mega discarica con appoggi alla pesca abusiva

Blitz della Forestale a Santa Gilla: sequestrata l’area della sponda Est, una mega discarica con appoggi alla pesca abusiva

I FATTI

Stamattina 13/10/2020 si è compiuto un importante passo avanti per la costituzione del futuro Parco regionale delle zone umide dell’area metropolitana di Cagliari, progettata e sostenuta da sette Comuni, dall’area Metropolitana di Cagliari e dalla Regione.

Infatti il Corpo Forestale, su disposizione del GIP Dott.ssa Ermengarda Ferrarese e col supporto delle Forze di Polizia disposto dalla Questura di Cagliari, ha sequestrato le aree di Punta Is Marteddus e di Donna Laura, sulle quali insistono illegalmente 65 unità di appoggio alla pesca abusive e costruite con materiali pericolosi. Gli abusi sono delimitati con rete metallica e associati a punti di attracco.

L’area è utilizzata come discarica di rifiuti, i quali a loro volta sono utilizzati in parte come materiale per la realizzazione delle baracche, in parte per il consolidamento delle sponde lagunari. La frazione infiammabile è infine smaltita col fuoco, con conseguente ulteriore inquinamento ambientale.

L’OPERAZIONE

L’intervento, curato dall’Ispettorato Forestale di Cagliari, è stato associato al dispiegamento di un efficiente apparato di ordine pubblico da parte della Questura, al quale hanno partecipato gli uomini della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto e della Polizia Municipale.

Infatti non si sono verificate iniziative di ostacolo al sequestro e di disturbo alla quiete pubblica, da parte dei soggetti contrari al sequestro.

L’operazione è stata preceduta dall’intervento dell’Assessorato comunale dei Servizi Sociali e dell’ATS, al fine della sistemazione di due indigenti, gli unici che effettivamente pernottavano nelle baracche. Per uno di essi è stato necessario l’intervento dell’ATS in quanto versava in cattive condizioni di salute.

Un delicato ruolo è stato esercitato dalla Polizia Locale, al fine di allontanare dall’area e provvedere al ricovero di circa dieci cani di cui alcuni pericolosi, utilizzati dagli abusivi per proteggere i loro insediamenti.

Una pattuglia nautica dell’Ispettorato Forestale di Iglesias, dotata di una barca idonea alla navigazione nello stagno, ha presidiato le operazioni in navigazione.

L’intervento si è concluso alla fine della mattina, con la notifica del decreto di sequestro a n. 23 indagati e il blocco dell’accesso all’area, la quale resterà presidiata dagli uomini del Corpo Forestale.

L’area sequestrata è ora affidata all’Ente gestore, cioè all’Autorità Portuale, la quale provvederà alle delicate e costose operazioni di ripristino ambientale. L’intervento sarà anche rivolto a evitare che si verifichino ulteriori illeciti che determinino il degrado delle aree bonificate.

NON SOLO CONSERVAZIONE, MA ANCHE SVILUPPO

Il sistema Lagunare di Santa Gilla è sottoposto a numerosi vincoli di fonte internazionale, nazionale e Regionale:

– zona umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione internazionale di Ramsar (D.P.R. n. 448/1976);

– vincolo paesaggistico imposto con decreto ( D.M. 1 agosto 1977 ) e col piano paesaggistico regionale (D/Lgs n. 42/2004),

– oasi permanente di protezione faunistica (legge regionale n. 29/1998);

– riserva naturale regionale (legge regionale n. 31/1989, allegato A);

– sito di importanza comunitaria – S.I.C. (ITB040023)

– zona di protezione speciale – Z.P.S. (ITB040003) “Stagno di Cagliari, Saline di Macchiareddu, Laguna di Santa Gilla” (direttiva n. 92/43/CEE e direttiva n. 2009/147/CEE).

Sul compendio è programmata la costituzione di un “Parco regionale delle zone umide dell’area metropolitana di Cagliari”, ai sensi della deliberazione di Giunta Regionale 32/2 del 31/05/2016. Un progetto finalizzato non solo alla tutela, ma anche allo sviluppo sostenibile delle aree umide, col “miglioramento della loro capacità produttiva in funzione del rilancio della coltivazione del sale, della costruzione di percorsi turistico-naturalistici e del benessere, per la difesa delle biodiversità e lo sviluppo della pesca eco-sostenibile delle acque interne”.

Insomma una svolta nel destino dell’area, per valorizzare appieno le potenzialità dello stagno e consentire il relativo sviluppo ecocompatibile, basato sul godimento delle risorse ambientali e sullo sfruttamento sostenibile ai fini della pesca.

I REATI

Le indagini sono state eseguite dagli inquirenti della Stazione Forestale di Cagliari e dal Nucleo di Polizia Forestale dell’Ispettorato, coordinati dal Procuratore Dott.ssa Alessandra Pelagatti e dal PM Dott.ssa Rossella Spano.

Gli accertamenti di polizia giudiziaria ambientale hanno determinato a carico di 23 soggetti i seguenti reati:

– occupazione abusiva dell’area lagunare di Santa Gilla, appartenente al demanio marittimo;
– deterioramento di un habitat dell’area lagunare protetta di Santa Gilla con la compromissione della relativa conservazione;

– realizzazione di una discarica non autorizzata di rifiuti di vario genere anche pericolosi;
– deturpamento del paesaggio-ambiente in assenza di autorizzazione paesaggistica.

LA DISCARICA

Gli indagati, che utilizzano il sito per esercitare la pesca più o meno legittimamente, hanno trasformato una zona protetta, anche per la Convenzione di Ramsar, in una discarica a cielo aperto dove abbandonano carcasse di automobili, imbarcazioni dismesse, attrezzi da pesca inutilizzati come reti o nasse.

I rifiuti sono accumulati in prossimità delle baracche utilizzate come appoggio per la pesca e costituenti anch’esse rifiuti, in quanto realizzate con materiale da destinare allo
smaltimento e, in parte, contenente amianto.
Sono evidenti le tracce della gestione illecita delle frazioni combustibili mediante abbruciamento , con conseguente ulteriore inquinamento non solo del terreno ma soprattutto delle acque dello stagno.

Tags: forestalesanta gilla
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