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Cagliari, il parco dei fenicotteri violato dai turisti che si addentrano nelle aree protette

"Si scambia il territorio sardo per un parco giochi personale dove ogni divieto diventa facoltativo"

di Valeria Putzolu
16 Settembre 2026
in cagliari, zapertura

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Cagliari, il parco dei fenicotteri violato dai turisti che si addentrano nelle aree protette
Cagliari, il parco dei fenicotteri violato dai turisti che si addentrano nelle aree protette: “Si scambia il territorio sardo per un parco giochi personale dove ogni divieto diventa facoltativo”.
Il caso delle due donne rimaste intrappolate nel fango scatta la rabbia delle associazioni ambientaliste: “La Sardegna non è una terra di conquista né una “colonia” dove tutto è permesso in nome del turismo”.
L’ennesimo episodio avvenuto al Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline non è una barzelletta da social network, ma un fatto grave “che offende la nostra terra e mette a rischio il nostro patrimonio naturale: inoltrarsi fuori dai percorsi consentiti, ignorando decine di cartelli e divieti, non è una “ragazzata” o un’imprudenza da dipingere con tono goliardico, è un’infrazione alle norme di tutela ambientale in un’oasi protetta, proprio in un periodo delicatissimo per lo sviluppo dei pulli di fenicottero”.
Condannano fermamente l’accaduto del 14 settembre le Guardie Ambientali Sardegna che
assistono “quotidianamente a dinamiche insostenibili, ​mancanza di rispetto per le regole.
Risorse pubbliche e soccorritori impegnati per recuperare chi si avventura senza criterio e senza attrezzatura adeguata”.
Un grave fatto, insomma, che deve far riflettere e non minimizzare a “risate sui social”: occorre “una ferma e unanime condanna civica” al fine di tutelare ciò che la natura ha regalato agli abitanti dell’isola dei nuraghi.
“L’ospitalità è un valore sacro, ma il rispetto dell’ecosistema e delle leggi viene prima di tutto”.

Quanto messo in atto dalle due turiste che, nonostante la presenza dei cartelli di divieto e pericolo, sono entrate nella seconda vasca di evaporazione lungo viale Colombo, in direzione Poetto, a Quartu Sant’Elena, non è un caso isolato insomma: dune calpestate, mare scambiato per discoteca sulle barche, aree protette e vietate prese d’assalto da chi non rispetta le rigide norme in nome della salvaguardia ambientale. Un danno al fragile ecosistema e anche pericoli per le persone stesse. Nel caso di Molentargius, “le due donne sono sprofondate nei sedimenti fino oltre la vita, rimanendo bloccate e rendendo necessario l’intervento dei Vigili del fuoco per riportarle in sicurezza. Dalle immagini scattate dai tecnici del Parco si può osservare come avessero già iniziato a sprofondare e, nonostante questo, abbiano continuato ad avanzare all’interno della vasca” spiega l’ente.
“La Direzione del Parco regionale di Molentargius-Saline ricorda che è severamente vietato oltrepassare le aree precluse al pubblico, ampiamente segnalate attraverso l’apposita cartellonistica. Molentargius è un’area protetta e i divieti sono disposti per impedire l’accesso di persone che, con la loro presenza, possano arrecare danno all’avifauna e compromettere l’equilibrio e l’integrità del delicato ecosistema del Parco. La violazione delle prescrizioni è soggetta a sanzioni, anche di rilevante entità”.
“Il rispetto dei divieti è fondamentale anche per la sicurezza delle persone. Le vasche non sono aree accessibili né percorribili: la superficie dei sedimenti può apparire stabile, ma nasconde condizioni estremamente insidiose e il rischio di sprofondare può manifestarsi improvvisamente” spiega  Marianna Mossa, la direttrice del Parco.

“Il parco – conclude – è particolarmente impegnato nella predisposizione di un sistema di fruibilità delle aree accessibili al pubblico che consenta di valorizzare il patrimonio naturalistico di Molentargius garantendo, al tempo stesso, la sicurezza dei visitatori e il rispetto delle esigenze di tutela dell’avifauna e degli habitat”.

“Crediamo sia importante spiegare anche come funziona concretamente un’area protetta. Il Parco svolge un lavoro quotidiano di tutela, gestione, manutenzione e monitoraggio di un ecosistema estremamente delicato, inserito nel cuore dell’area urbana di Cagliari e Quartu. Tutto questo richiede competenze, personale e risorse economiche: le misure di conservazione e di prevenzione non sono gratuite e non possono essere realizzate dall’oggi al domani. Proprio sul fronte della prevenzione, il Parco è beneficiario, già dallo scorso anno, di finanziamenti specifici destinati alla tutela e al rafforzamento degli interventi nell’area protetta” specifica l’ente. “Tra gli interventi previsti rientrano anche barriere antintrusione e recinzioni nelle aree più sensibili, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente gli accessi non autorizzati, la pressione antropica e il disturbo alla fauna. Questi interventi richiedono comunque tempi tecnici e risorse per essere realizzati e non possono essere messi in opera contestualmente a ogni singola criticità che si verifica sul territorio. Anche la comunicazione può e deve essere continuamente migliorata. I cartelli possono essere più chiari, più visibili e più espliciti rispetto ai divieti, alle loro motivazioni e alle conseguenze delle violazioni. Ma la tutela di un’area protetta non può basarsi esclusivamente sulla segnaletica. Esistono norme, controlli, interventi di gestione e, inevitabilmente, anche una componente di responsabilità e buon senso da parte di chi frequenta questi luoghi. Quanto alle eventuali sanzioni relative all’episodio specifico, ci stiamo quindi informando presso gli organi competenti per verificare se siano state contestate violazioni e quali eventuali provvedimenti siano stati adottati. Quanto alle attività di vigilanza, è importante precisare che il Parco non dispone di autonomi poteri di vigilanza e repressione, che fanno capo agli organi competenti secondo quanto previsto dalla normativa. La gestione di un’area protetta, inoltre, si inserisce in un quadro normativo e istituzionale più ampio, che disciplina competenze, modalità di tutela, fruizione dell’area e interventi di prevenzione. Una cosa, però, ci teniamo a dirla. Siamo assolutamente disponibili al confronto e alle critiche, soprattutto quando possono contribuire a migliorare la gestione e la comunicazione del Parco, che avvengono comunque nei limiti delle competenze e delle risorse sopra descritte. Invitiamo però tutti a mantenere toni e linguaggio rispettosi. Non c’è alcuna necessità di insultare per sollevare una critica o chiedere maggiori informazioni. Avremo cura di fornirvi comunicazioni più precise in merito alle eventuali sanzioni non appena ne avremo notizia”.

Tags: aree protetteCagliarituristi
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