Sinnai, raccolta della plastica bloccata solo per il centro dell’hinterland cagliaritano, scatta la protesta: “La misura è colma”. La sindaca Pusceddu scrive alle istituzioni, “non esistono cittadini di serie A e B”.
Dal 3 settembre la raccolta della plastica è totalmente ferma. Non rallentata: bloccata.
Circa 18.000 residenti, insieme ai turisti che affollano le coste a Solanas, Torre delle Stelle e Genn’e Mari, si trovano da quasi due settimane costretti a tenere in casa i rifiuti al caldo, con rischi igienico-sanitari e d’incendio inaccettabili.
C’è una verità che rende tutto questo ancora più intollerabile: Sinnai è l’unico Comune della Città Metropolitana di Cagliari in questa situazione. Nessuno dei Comuni vicini ha subito quest’ultima interruzione del 3 settembre.
“Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, ed è vergognoso che un Comune virtuoso come il nostro, che ha sempre differenziato con rigore, venga punito e tagliato fuori” spiega Maria Barbara Pusceddu.
“Il problema non lo abbiamo causato noi, ma le scelte del sistema consortile COREPLA e la saturazione degli impianti di destinazione (So.Ma. Ricicla e Tecnocasic).
Come Sindaca e autorità sanitaria locale, non intendo più tollerare risposte generiche, rassicurazioni o “soluzioni tampone” che spostano solo il problema da un piazzale all’altro.
Per questo ho inviato una lettera formale e ho attivato la Prefettura di Cagliari, la Regione Sardegna e tutti gli enti competenti:
A COREPLA chiediamo entro 48 ore la garanzia scritta e immediata di un bacino di conferimento continuativo e non temporaneo, oltre alla copertura di tutti i costi dell’emergenza.
Alla regione chiediamo di diffidare gli impianti e intervenire subito per redistribuire in modo equo i flussi di spazzatura tra tutti i Comuni.
Ai gestori (COSIR) chiediamo aggiornamenti quotidiani e la ricerca continua di soluzioni alternative.
I cittadini di Sinnai hanno fatto la loro parte.
L’Amministrazione ha fatto la propria. Ora pretendo che le Istituzioni e il sistema dei consorzi facciano la loro, subito. Non accetteremo più rinvii”.
Sulla questione interviene anche la minoranza di Sinnai Libera: “Anche nell’ultima seduta del Consiglio Comunale il nostro gruppo per voce del suo consigliere Aldo Lobina aveva denunciato la cosa, chiedendo che il Comune si attivasse per individuare aree provvisorie di stoccaggio, in considerazione dei pericoli che l’accumulo di plastica in ogni famiglia comporta. La probabilita’ di incendio e’ tale da trasformare ogni casa in un deposito di materiale altamente infiammabile con conseguenze anche letali per persone e animali. Avevamo anche detto di essere soli a patire il disagio”.
“Nel Consiglio dell’11 Settembre la sindaca ha dichiarato l’impossibilita’ di individuare nel territorio di Sinnai aree comunali di stoccaggio. La risposta ci era sembrata molto discutibile e comunque avevamo ricordato alla Pusceddu che per esempio anche cave dismesse, debitamente predisposte e vigilate, potevano rispondere provvisoriamente all’esigenza indifferibile di liberare le famiglie da ingombro e pericoli”.
Dal 3 settembre la raccolta della plastica è totalmente ferma. Non rallentata: bloccata.
Circa 18.000 residenti, insieme ai turisti che affollano le coste a Solanas, Torre delle Stelle e Genn’e Mari, si trovano da quasi due settimane costretti a tenere in casa i rifiuti al caldo, con rischi igienico-sanitari e d’incendio inaccettabili.
C’è una verità che rende tutto questo ancora più intollerabile: Sinnai è l’unico Comune della Città Metropolitana di Cagliari in questa situazione. Nessuno dei Comuni vicini ha subito quest’ultima interruzione del 3 settembre.
“Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, ed è vergognoso che un Comune virtuoso come il nostro, che ha sempre differenziato con rigore, venga punito e tagliato fuori” spiega Maria Barbara Pusceddu.
“Il problema non lo abbiamo causato noi, ma le scelte del sistema consortile COREPLA e la saturazione degli impianti di destinazione (So.Ma. Ricicla e Tecnocasic).
Come Sindaca e autorità sanitaria locale, non intendo più tollerare risposte generiche, rassicurazioni o “soluzioni tampone” che spostano solo il problema da un piazzale all’altro.
Per questo ho inviato una lettera formale e ho attivato la Prefettura di Cagliari, la Regione Sardegna e tutti gli enti competenti:
A COREPLA chiediamo entro 48 ore la garanzia scritta e immediata di un bacino di conferimento continuativo e non temporaneo, oltre alla copertura di tutti i costi dell’emergenza.
Alla regione chiediamo di diffidare gli impianti e intervenire subito per redistribuire in modo equo i flussi di spazzatura tra tutti i Comuni.
Ai gestori (COSIR) chiediamo aggiornamenti quotidiani e la ricerca continua di soluzioni alternative.
I cittadini di Sinnai hanno fatto la loro parte.
L’Amministrazione ha fatto la propria. Ora pretendo che le Istituzioni e il sistema dei consorzi facciano la loro, subito. Non accetteremo più rinvii”.
Sulla questione interviene anche la minoranza di Sinnai Libera: “Anche nell’ultima seduta del Consiglio Comunale il nostro gruppo per voce del suo consigliere Aldo Lobina aveva denunciato la cosa, chiedendo che il Comune si attivasse per individuare aree provvisorie di stoccaggio, in considerazione dei pericoli che l’accumulo di plastica in ogni famiglia comporta. La probabilita’ di incendio e’ tale da trasformare ogni casa in un deposito di materiale altamente infiammabile con conseguenze anche letali per persone e animali. Avevamo anche detto di essere soli a patire il disagio”.
“Nel Consiglio dell’11 Settembre la sindaca ha dichiarato l’impossibilita’ di individuare nel territorio di Sinnai aree comunali di stoccaggio. La risposta ci era sembrata molto discutibile e comunque avevamo ricordato alla Pusceddu che per esempio anche cave dismesse, debitamente predisposte e vigilate, potevano rispondere provvisoriamente all’esigenza indifferibile di liberare le famiglie da ingombro e pericoli”.













